Galateri: 'Subito le risorse pubbliche per il broadband'

RAPPORTO CONFINDUSTRIA

di Alessandro Castiglia
"Se parliamo di infrastruttura in senso stretto possiamo dire che quella italiana non è inferiore alla media europea. Il problema è un altro: quando ci si riferisce alla banda larga si parla troppo di network, di rete fisica, e troppo poco della domanda di servizi tecnologici che è necessario stimolare". A parlare del modello Confindustria per la Banda larga al Sole 24Ore - anche in relazione al Rapporto Caio - è Gabriele Galateri di Genola in qualità di delegato di Confindustria in materia di broadband all'indomani della presentazione di "Servizi e infrastrutture per l'innovazione digitale" di Confindustria.

Per Galateri il Rapporto Caio "punta di più ad individuare obiettivi di lungo e medio termine dai quali desumere poi soluzioni". Confindustria, invece, "essendo l'associazione che raggruppa tutti gli operatori non facciamo una specifica scelta perché crediamo che sia vincente un mix di tecnologie" - spiega il delegato. "Dobbiamo parlare in maniera realistica - chiarisce Galateri - è inutile allora che ragioniamo solo su come fare reti a 100 megabit nel futuro se non abbiamo dato almeno un megabit di banda a tutti. Occorre quindi attivare le risorse pubbliche stanziate per il digital divide, circa 1,3-1,4 miliardi tra Stato e Regioni".
Questo secondo il delegato di Confindustria per il broadband "già a partire dal 2012 porterebbe risparmi nella pubblica amministrazione di 4 miliardi". Un "bel modo per rimettersi in moto e riprendere a correre".

Dello stesso avviso di Galateri è Alberto Tripi, presidente servizi innovativi e tecnologici con delega all'e-government di Confindustria. "È inutile costruire un autostrada a 12 corsie se non hai macchine che la possano percorre e viceversa", commenta Tripi in un'intervista rilasciata a Mf.  "Banda larga e servizi devono marciare di pari passo" sostiene il presidente e fa un esempio: "la ricetta digitale, che il medico curante inserisce in un sistema in modo che l'utente possa recarsi in farmacia e trovare direattamente sul terminale la sua ricetta".  "In questo modo si possono recuperare risorse su progetti che sono remunerativi e che possono generare un ritorno sull'investimento in breve tempo". Sul tema delle infrastrutture, poi, Tripi spiega che la rete "è essenziale per lo sviluppo e la competitività internazionale del sistema Paese". Una volta che ci saranno servizi all'altezza "la costruzione della Ngn sarà obbligatoria".

Quanto agli strumenti di "policy" che Confindustria ha individuato per liberare il potenziale di crescita dell'Italia e contenuti nel Rapporto - pubblicato dal Corriere delle Comunicazioni in anteprima (leggi il testo intergrale) - si possono riassumere così: sviluppo della domanda dei servizi online, nella Pubblica Amministrazione, nelle imprese, nelle famiglie nei cittadini; superare il digital divide come premessa per lo switch - over di massa al digitale; promuovere un progetto Paese per favorire lo sviluppo delle Next Generation Networks".

Il modello, presentato da Galateri di Genola e da Alberto Tripi - parte dall'Ict come pilastro della crescita, anche e soprattutto in un momento di crisi economica. L'obiettivo che Confindustria individua per innovare le imprese e riprendere a correre è quello di mettere in moto "un circolo virtuoso dell'innovazione digitale attraverso le infrastrutture" e una "rivoluzione dei servizi". Per il primo punto il rapporto indica il superamento del "digitale divide entro il 2011 con finanziamenti nazionali e locali per le aree a fallimento del mercato e il coordinamento delle iniziative". In più prevede "semplificazione, certezza delle regole, mercato"; un mix di tecnologie fisse e mobili" e "concorrenza e innovazione". Nel settore dei servizi il progetto di Confindustria mette al centro del circolo virtuoso la Pubblica amministrazione che migliori la vita delle imprese e quella dei cittadini attraverso una nuova generazione di servizi.

Una Pubblica amministrazione interattiva, semplificata, dematerializzata e con innovazione digitale dei processi nei settori della Sanità, della Giustizia, della Scuola e dell'e-inclusion.

Tra gli strumenti per lo sviluppo dei servizi, Confindustria indica i programmi per l'innovazione e la ricerca nell'Ict attraverso il Settimo programma Quadro - Industria 2015; l'estensione del project financing ai servizi per la P.A. e incentivi alla domanda sia per le imprese che per le famiglie per accelerare il recupero culturale e digitale del Paese.

(Leggi la sintesi della presentazione)

29 Maggio 2009