FUTURE PROOF. Così nascerà l'intelligenza della folla

FUTURE PROOF

di Maurizio Dècina, professore ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano
La Gsm Association stima che nel 2025 ci saranno cinquanta miliardi di oggetti intelligenti connessi alla rete wireless e immersi in tutte le forme dei dispositivi di consumo, dalle automobili ai contatori di energia, ai dispositivi di monitoraggio e controllo delle case, degli edifici e degli ambienti. Negli scenari della Internet delle cose ci saranno miliardi di nano sensori e attuatori immersi nell’ambiente e interconnessi tramite reti wireless pervasive, sia agli utenti finali, sia a banchi di memorie e server per l’analisi dei dati e l’esecuzione delle applicazioni.

I dispositivi mobili (telefonini, smartphone, tablet, portabili) metteranno a disposizione degli utenti un menù inesauribile di nuovi servizi che sfruttano la localizzazione e il contesto dell’ambiente ove sono immersi gli oggetti intelligenti. I dispositivi mobili del futuro avranno una straordinaria capacità di comunicazione e di mediazione con il mondo circostante. Conosceranno la posizione, la velocità, il percorso e le intenzioni del loro utilizzatore, e magari conosceranno anche le sue condizioni biofisiche tramite i sensori che indossa. I dispositivi mobili del futuro conosceranno anche lo stato dell’ambiente circostante e raccoglieranno informazioni in tempo reale dalle reti di oggetti interconnessi e dagli altri dispositivi mobili.

In un esempio di realtà aumentata offerta da uno smartphone del futuro  l’utente chiede al suo mobile di identificare bar e ristoranti nell’intorno di 500 metri; il dispositivo elenca le alternative, due bar e un caffè, e chiede all’utente se vuole dare un’occhiata al menù e ai prezzi, o vuole effettuare una navigazione virtuale tridimensionale dei locali individuati. Altre informazioni disponibili sono, ad esempio, la disponibilità per i ticket-restaurant, oppure il rilascio di buoni sconto. L’esempio ipotizza che l’utente chieda per la prima volta dove sono bar e ristoranti nella piazza, altrimenti il dispositivo mobile ricorda la scelta effettuata in precedenza dall’utente e gliela ripresenta per prima. Quindi, i dispositivi mobili imparano ciò che piace all’utente e le cose che sono per lui rilevanti, mentre filtrano tutto ciò che è irrilevante.

Oltre al tatto, poi, anche i gesti e le parole potranno eseguire i comandi di ingresso del dispositivo mobile, mentre nuove tecnologie di visualizzazione, ottenute con sensori indossabili, consentiranno agli utenti un’esperienza visiva aumentata simulando la visione dei grandi schermi. Infine, i cosiddetti dati generati dalla folla, crowdsourced, e cioè le informazioni messe a disposizione dagli altri dispositivi mobili, permetteranno di conoscere in tempo reale ciò che fanno le altre persone, e quindi: quanto lunghe sono le code all’aeroporto, piuttosto che il traffico sulle strade, oppure, quante persone stanno comprando la stessa mercanzia che l’utente sta valutando.

La massiccia quantità d’informazioni raccolte e le azioni susseguenti che devono essere intraprese per sostenere miliardi di transazioni simultanee, creeranno una crescita vertiginosa della domanda per servizi di calcolo a supporto delle applicazioni e dell’analisi dei dati personali e ambientali, nonché per l’apprendimento automatico delle preferenze degli utenti. Lo scenario di riferimento, ove miliardi di dispositivi mobili personali interagiscono col mondo degli oggetti intelligenti, viene spesso indicato come adatto alla nascita di un’intelligenza collettiva, detta intelligenza della folla, crowd intelligence.

20 Giugno 2011