Ue, Internet supeveloce. Sul piatto oltre 22 milioni

AGENDA DIGITALE

Tredici i progetti selezionati che puntano a fornire connessioni domestiche a 1 Gb grazie alla fotonica

di F.Me.
Tredici progetti incentrati sulla ricerca fotonica delle reti a fibre ottiche utili a sviluppare tecnologie in grado di fornire un accesso domestico a Internet superiore a 1 Gigabit/secondo. Sono quelli selezionati congiuntamente, nel 2010, dalla Commissione europea e da Austria, Germania, Israele, Polonia e Regno Unito e che saranno finanziati con un investimento totale di 22,3 milioni di euro.

La Commissione fornirà ai progetti un terzo dei finanziamenti mentre le agenzie nazionali copriranno il resto del fabbisogno. "Questo approccio comune consente ai paesi partecipanti di sviluppare molto più celermente delle reti ottiche a banda larga superveloci - spiega una nota della Commissione - in quanto lo sforzo congiunto è in grado di generare una massa critica che permette un assorbimento più efficiente da parte del mercato".

“Sono particolarmente lieta di assistere al decollo della ricerca nel campo di una tecnologia che consentirà di portare l’internet superveloce nelle case e nelle aziende di 500 milioni di europei - commenta il commissario Ue per l'Agenda digitale, Neelie Kroes -  Si tratta di una tecnologia che potrebbe rivestire un ruolo decisivo per fornire risposte alle esigenze dell’Europa in materia di banda larga per molti anni a venire”.

Tutte le iniziative si concentrano in particolare sul modo in cui i componenti (ricetrasmettitori, amplificatori e router) e i sistemi informatici potranno fornire agli abbonati una velocità di 1Gigabit/secondo e oltre e, contemporaneamente, ridurre i costi operativi per la banda larga superveloce.

Tra le iniziative spicca il progetto Addonas che si propone di ottenere una migliore qualità per le applicazioni video mobili e real-time, come quelle legate al cloud computing, attraverso l’ottimizzazione della tecnologia switching per i circuiti a banda larga superveloci. Ciò consentirebbe di inviare il traffico dati solo dove necessario, alleggerendo quindi gli intasamenti che incidono sul rendimento di un router. Contemporaneamente, questa tecnologia ridurrebbe di oltre il 50% il costo energetico totale per operatori e utenti.

Per consentire una trasmissione superveloce dei dati, il progetto Aloha mira ad aggiornare la capacità di trasmissione dei semiconduttori a banda larga (laser ottici). Scopo del progetto è migliorare il rendimento, portandolo a 10 Gigabit/secondo e oltre, e accelerare contemporaneamente la transizione verso l’assorbimento da parte del mercato di componenti laser più veloci.

Tucan si incentra invece sullo sviluppo di una tecnologia a basso costo per ricetrasmittenti che utilizzano laser sintonizzabili (cioè laser che operano su lunghezze d’onda variabili) in grado di raggiungere gli obiettivi desiderati in termini di costi di accesso alla rete, pur contemporaneamente mantenendo prestazioni di alto livello e riducendo il fabbisogno di energia. Le reti attuali sono state progettate per laser a lunghezza d’onda fissa, con livelli di costi inferiori a 10 euro per laser: si tratta però di laser non adatti a gestire volumi elevati di dati (da 1 a 10 Gigabits/secondo) per utente, come invece è necessario nel caso di reti ad accesso superveloce.

Il progetto SepiaNet si concentra sullo sviluppo di componenti, moduli e sottosistemi ottici destinati a futuri prodotti di accesso basati su tecnologia a circuiti stampati elettro-ottici embedded che ridurrebbero significativamente il consumo di energia e aumenterebbero, invece, l’efficienza energetica e la larghezza di banda: ciò è attualmente impossibile, perché i sistemi di accesso alla rete utilizzano cavi in rame.

28 Giugno 2011