Frullone (Fub): "Il Tetra arranca, è fermo all'era Gsm"

FOCUS FREQUENZE

L'ingegnere, membro del gruppo di alta riflessione della Fondazione Bordoni, alle prese con lo spectrum review

di Paolo Anastasio
Come armonizzare e ottimizzare l’uso dello spettro in Italia, dove lo scenario è alquanto ingarbugliato, non solo per il conflitto fra broadcaster televisivi e telco, ma anche per la massiccia presenza di frequenze sotto-utilizzate? Questo il non facile compito del “Gruppo di alta riflessione” coordinato dalla Fondazione Ugo Bordoni, il think tank di esperti, per studiare l’utilizzo ottimale delle frequenze nel nostro paese. Una mission assai complessa, alla luce della fame di banda larga mobile in crescita esponenziale in vista dell’arrivo dell’Lte e dell’Internet delle cose. Ne abbiamo parlato con l’ingegner Mario Frullone, membro del gruppo di alta riflessione della Fub, presieduto da Enrico Manca e di cui fanno parte fra gli altri Maurizio Dècina e Antonio Sassano.
Com’è la situazione delle frequenze in Italia?
In Italia, come dappertutto a livello internazionale, c’è un enorme bisogno di nuove bande. A livello internazionale la necessità di banda per applicazioni wireless è superiore alle bande disponibili. A livello mondiale, negli Usa come nell’Est, c’è una nuova sensibilità perché le richieste che arrivano dai collegamenti wireless, fra persone ma anche fra oggetti, sono tali che per i prossimi anni bisognerà razionalizzare l’uso dello spettro e rendere disponibili nuove frequenze.
Come si sta muovendo l’Italia?
La cosa più importante è avviare una “spectrum review” affidabile. Noi abbiamo costituito un gruppo di “Alta riflessione sullo spettro”, un think tank con i massimi esperti in materia, iniziativa promossa da Roberto Viola, segretario generale dell’Agcom. Ognuno di noi è esperto di ambiti specifici, però per ottenere una survey affidabile occorre documentarsi e ricavare dei numeri.
Ci sono delle bande sotto-utilizzate in Italia?
Ci sono delle bande che sono nel mirino, si tratta della banda a 450 MHz della banda L e della banda a 2,3 GHz. Sono queste bande che richiamano maggiormente la nostra attenzione. La banda a 450 MHz, usata ad oggi per servizi radiomobili privati, serve sul territorio nazionale per operare sistemi professionali e industriali come impianti industriali, portuali, aeroportuali, interportuali, linee di trasporto pubblico di superficie e metro. Si tratta di una banda che in altri paesi viene adoperata anche per telefonia pubblica e probabilmente oggi è sotto-utilizzata. E’ una banda che avrebbe la possibilità di penetrare fino alle cantine. Su questa banda dei 450 MHz si può pensare di stimolare qualche passo avanti.
E il Tetra, usato per lo più da militari e per pubblica sicurezza?
Il Tetra oggi è uno standard un po’ abbandonato a se stesso. Se uno confronta il Tetra con altri standard, quello che si riesce a fare su altre bande in termini di trasmissione dati, collegamenti internet e così via, è molto superiore. Con le attuali canalizzazioni del Tetra, o l’industria aggiorna lo standard o si spreca la banda. C’è un valore economico da considerare, quindi o si investe sulla tecnologia o non è pensabile usare in maniera poco efficiente le frequenze. Queste bande sono utilizzate da utenti importanti, per comunicazioni di sicurezza nazionale, ma anche a vantaggio delle forze dell’ordine, che sono i maggiori utenti del Tetra, l’industria deve aggiornare uno standard che è rimasto fermo ai tempi del 2G del Gsm. Ma oggi siamo arrivati al 4G. Anche le forze dell’ordine potrebbero avvantaggiarsi di standard più avanzati, sostituendo apparati oggi obsoleti. Questo processo potrebbe essere favorito da meccanismi che premiano l’efficienza. È ciò che accade in Gran Bretagna, anche per l’uso della banda da parte dei militari.
E la banda L, che alcuni definiscono la banda fantasma?
La banda L a 1500 MHz, pensata anche per il Dab, è interessante. Un recente studio suggerisce di utilizzare questa banda per il downlink del mobile e ha stimato in 54 miliardi di euro in 10 anni i vantaggi per le telco europee per questo tipo di soluzione. La banda L potrebbe risolvere alcuni problemi legati all’asimmetria fra le bande in salita e discesa nel mobile.

04 Luglio 2011