Selex Elsag: "Security, Tetra punta di diamante. Ma serve più banda a 450 MHz"

SELEX ELSAG

L'azienda rivendica il ruolo dello standard di comunicazione destinato a servizi radiomobili professionali e alla pubblica sicurezza: "I costruttori stanno investendo ampiamente nell'evoluzione della tecnologia a larghissima banda ma servono nuove frequenze"

di Andrea Pratesi, Senior Vice President della Business Unit Sistemi per le Comunicazioni Professionali
Tutto quello che avreste voluto sapere sul Tetra......ma nessuno vi ha mai spiegato. Perché il radiomobile professionale, di cui la tecnologia Tetra é la punta di diamante, é un ambito per addetti ai lavori con conoscenze specialistiche peculiari.

La difficoltá di comprendere le esigenze di chi utilizza le comunicazioni professionali operando per la nostra sicurezza e per la tutela delle infrastrutture critiche é spesso alla base di alcune valutazioni fuorvianti commesse, talvolta, anche da esperti di telecomunicazioni, che cercano di interpretare il radiomobile professionale alla luce delle loro conoscenze dei sistemi radiomobili pubblici. Ad esempio alcune affermazioni nell’intervista “Il Tetra arranca, è fermo all'era Gsm”, pubblicata sul Corriere delle Comunicazioni lo scorso 4 luglio, meritano un approfondimento.

Inizialmente i sistemi radiomobili professionali sono nati per soddisfare le esigenze di quelle agenzie che operano in due principali ambiti: “mission critical”, cioè le organizzazioni da cui dipende la sicurezza delle persone e la protezione dei loro beni (Polizie, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, 118, ecc.); “operation critical”, ovvero le organizzazioni che gestiscono le grandi infrastrutture come ad esempio le ferrovie, le metropolitane, le autostrade, l’energia. Molto piú tardi sono arrivati i sistemi radiomobili pubblici, che offrono prestazioni adeguate all’utenza indirizzata garantendo allo stesso tempo agli operatori un ritorno sui loro investimenti.

Ma ha senso pensare che le tecnologie sviluppate per i sistemi pubblici possano essere una risposta efficace ai bisogni di comunicazione delle organizzazioni mission/operation critical? Il servizio che le reti pubbliche offrono ai cittadini, a costi considerati ragionevoli, ha fatto più volte sorgere questa domanda.

In realtà i sistemi professionali sono progettati per offrire una più ampia gamma di servizi rispetto a quelli pubblici: istantaneità di chiamata, comunicazione simultanea tra decine e centinaia di utenti, capacitá di comunicare anche in condizioni di emergenza o disastro, quando si generano elevati impulsi di traffico e sono frequenti le interruzioni di rete che invece paralizzano i sistemi pubblici. Sono purtroppo innumerevoli gli eventi in cui questo è accaduto, dal famoso 11 settembre al terremoto dell’Aquila del 2009.

Porre rimedio alle debolezze dei sistemi pubblici in quelle situazioni operative “tipiche” per chi opera in ambito mission/operation critical non è d’altra parte fattibile: si dovrebbero sovra-dimensionare i sistemi, modificarne le architetture e aumentarne a tal punto le prestazioni da renderli anti-economici per gli stessi operatori. Chi sostiene il contrario sottintende di fatto che sono gli utenti professionali a dover ridurre le loro aspettative e accontentarsi così di prestazioni inadeguate.

Tutti gli studi di settore affidati a ditte di consulenza di livello internazionale - come l’autorevole analisi di Gartner realizzata nel 2008 per il governo norvegese - hanno costantemente e concordemente confermato come le reti professionali dedicate e Tetra in particolare siano la soluzione di riferimento per rispondere ai requisiti mission/operation critical. E non è un caso se nella maggior parte dei paesi europei è attiva o in via di dispiegamento una rete Tetra per la Pubblica Sicurezza.

Nell’intervista del 4 luglio il Tetra viene definito come “uno standard un po’ abbandonato a se stesso” che “spreca la banda” e che è comunque sorpassato in termini di trasmissione dati. Ma questo è fuorviante perchè le esigenze che Tetra va a soddisfare sono completamente diverse da quelle che i sistemi 4G citati nell’articolo sono attualmente destinati a coprire. E’ come paragonare un fuoristrada, nel nostro caso il Tetra, ad una vettura di Formula 1, per noi i sistemi 4G, affermando che la seconda macchina è assai più performante della prima in termini di velocità. In realtà, infatti, tutto dipende dal “percorso”: se la gara venisse svolta su terreno accidentato l’auto da pista stenterebbe anche a partire.

Lo standard Tetra è poi al centro di un continuo processo di aggiornamento tecnologico in ambito Etsi, con la diretta partecipazione delle organizzazioni di Pubblica Sicurezza europee che ne pilotano l’evoluzione con i loro requisiti. La tecnologia larga banda Teds, sulla quale i costruttori Tetra hanno continuato ad investire pesantemente, è ormai completamente definita e già i principali leader del settore radiomobile professionale (Selex Elsag, Motorola, Cassidian) sono pronti a rilasciare apparati sul mercato, anzi già forniscono sistemi “Teds Ready”. Studi di mercato, anche con patrocinio Etsi, concordano che la quasi totalità dei servizi voce e dati larga banda professionali richiesti da oggi al 2020 possono essere ampiamente soddisfatti con la tecnologia Tetra/Teds.

La versione “base” di Tetra è spesso confrontata con il Gsm, anche se in realtà ha prestazioni superiori in termini di efficienza spettrale e servizi. Ma Tetra è già evoluto, includendo nella sua definizione la versione a larga banda Teds, progettata per operare su canali di varie dimensioni con un’elevatissima efficienza spettrale superiore a qualunque tecnologia disponibile, con capacità di fornire servizio su base geografica. La sua massima velocità dati è di circa 500 Kb/s e consente prestazioni dati complessive molto simili a quelle del 3G, ma erogate su sistemi mission critical e con adattamento dei servizi alle necessità del mondo professionale. Ad esempio, i canali dati hanno capacità simmetriche in entrambe le direzioni perché importanti applicazioni professionali hanno un cospicuo invio dalla periferia verso i server central, mentre il 3G privilegia di gran lunga la distribuzione dati.

I costruttori Tetra stanno inoltre già ampiamente investendo nell’evoluzione del Tetra/Teds a larghissima banda basata su tecnologia di accesso di tipo Lte (quindi 4G), ma opportunamente modificata per supportare i requisiti dell’utenza professionale mission & operation critical. Questo scenario evolutivo è stato recentemente confermato da tutti i principali operatori - Selex Elsag, Motorola, Cassidian - e dalla comunità degli utenti durante il Tetra World Congress lo scorso maggio.

Quindi le reti Tetra attuali possono essere evolute verso Teds e successivamente verso la larghissima banda e Tetra non “arranca” affatto ma si muove verso il futuro con la serietà e la determinazione che l’ambito professionale impone, riscuotendo nel frattempo un ineguagliato successo a livello mondiale. Anche l’informazione riportata nell’intervista del 4 luglio circa la sotto-utilizzazione della banda 450 MHz rischia di essere fuorviante perché sembra che questo sia legato a una qualche caratteristica del radiomobile professionale e del Tetra in particolare. Invece le nuove grandi reti Tetra regionali, già operative o in corso di dispiegamento in Veneto e Lombardia, richiedono urgentemente l’allocazione di ben più dei 29 canali in banda 450 MHz previsti nella fase iniziale del Tetra nell’ormai lontano 2000.

Lo sviluppo di tutto il radiomobile professionale, che ha un potenziale economico elevatissimo, rischia di rimanere bloccato dalla mancanza di frequenze proprio nel 450 MHz, dove invece sono letteralmente “vuote” due estese sottobande, in attesa da oltre sette anni di un provvedimento che le destini ai sistemi professionali. Nonostante ben due consultazioni abbiano dimostrato - attraverso le unanimi risposte di utenti, aziende del settore e dell’associazione industriale Anitec - l’esigenza di allocare le due sottobande al radiomobile professionale (Tetra e Teds), la decisione non viene ancora presa. Che qualcuno invece voglia, per l’ennesima volta, destinarle al radiomobile pubblico? Siamo certi che questo sia davvero nell’interesse della comunità?




19 Luglio 2011