Telco e media: il "valore" si sposta sui servizi

BOOZ & CO

Booz & Co: per dare linfa alle revenue bisognerà orientare il business verso le applicazioni innovative

di Patrizia Licata
Tra il 2006 e il 2010, le revenues dell’industria telecom, media e tecnologia (Tmt) sono cresciute del 38%, da 3.150 miliardi di dollari a 4.360 miliardi. Un tasso di crescita significativo – in media l’8,4% annuo – ma che nasconde un elemento critico: le fonti di revenue e profitto di questa industria, settore per settore, sono rimaste relativamente stabili e si rilevano piccoli spostamenti di valore ma con possibili impatti importanti nel lungo periodo. E’ quanto emerge dal nuovo studio di Booz & Co., “Value Shifts in the Tmt Industries”, che analizza come sta cambiando il mondo delle telecomunicazioni e dei media e in quali nuove direzioni si muoverà nel futuro.

Lo studio offre una dettagliata analisi dei principali attori presenti nel mercato, nonché delle principali fonti di profitto a livello globale per ognuna delle cinque aree in cui si divide l’industria Tmt (operazioni di rete, hardware, servizi e software It, contenuti e intermediazione). Infine, si esaminano anche le modalità di espansione, in particolare la tendenza all’allargamento verso aree adiacenti.

Le operazioni di rete restano l’area principale di questa industria: le aziende del settore hanno catturato la quota maggiore (il 41% nel 2010, contro il 39% nel 2006) delle entrate dell’industria Tmt. Cinque grandi operatori (At&t, Deutsche Telekom, Ntt, Telefónica e Verizon) dominano il mercato, rappresentando oltre 500 miliardi di dollari di revenues, o il 29% del totale.

Tutte le aziende di questo settore cercano di espandersi in altri business, ma ottenendo pochi successi, sottolinea Booz & Co, in particolare nell’allargamento verso i servizi a valore aggiunto. Anche i player dei contenuti e le società dell’hardware e dei servizi e software It incontrano difficoltà a diversificare il proprio business. Le aziende attive nei settori Tmt continuano infatti a generare la maggior parte delle loro entrate dalle attività core, nota la società di ricerche.

L’hardware ha rappresentato il 28% delle revenues del settore in questi quattro anni, seguito da software e servizi (22%), contenuti (6,7%) e intermediazione (2,1%). Ma i tassi di crescita settore per settore sono ben diversi.

Il settore dei contenuti è quello cresciuto di meno, solo del 4,9% dal 2006 al 2010, a causa dei nuovi modelli di business digitali e dell’impatto della recessione sulla pubblicità. Si tratta dell’area che presenta le sfide maggiori: il modo di consumare contenuti è in rapida trasformazione e le aziende devono ancora capire come monetizzare i nuovi contenuti digitali. L’industria della carta stampata, in particolare, deve affrontare oggi le stesse difficoltà e cambiamenti incontrati dall’industria della musica dieci anni fa: anche se i tablet e gli e-book aprono nuovi mercati, ancora non riescono a bilanciare le perdite di entrate della pubblicità e della vendita di libri e giornali su carta.

L’intermediazione è invece il settore cresciuto di più: oltre il 17% annuo. Anche per questo molte aziende cercano di entrare nell’intermediazione, ma quest’area resta dominata da pochi player (come Aol, eBay, Yahoo e Google, che da sola rappresenta il 30% delle revenues del settore).

L’area dell’infrastruttura hardware è cresciuta dell’8,8% sui mercati emergenti e del 6,4% in quelli maturi tra il 2006 e il 2010, ma nel solo 2010 la crescita è stata di un sensazionale 20%, anche più dell’intermediazione, grazie anche agli investimenti in infrastrutture per la banda larga. Secondo Booz&Co. un tasso di crescita del genere è un buon segnale di ripresa per il prossimo futuro l’intero settore Tmt.

A proposito di mercati emergenti, le revenues qui sono cresciute del 12,6% l’anno dal 2006, nettamente al di sopra del tasso di crescita sui mercati maturi, ma in termini assoluti sono ancora questi ultimi a catturare la maggior parte delle entrate, il 76% (contro l’80% del 2006).

“L’industria Tmt è fluida e le aziende del settore si posizionano in modo da catturare il maggior valore possibile”, commenta Booz & Co. “Ma la nostra analisi dimostra che le fonti di valore in generale si stanno spostando a un ritmo più lento di quanto possa apparire a uno sguardo superficiale. Gli operatori di rete continuano a generare la maggior parte delle revenues dell’industria e, nonostante si siano dati molto da fare per diversificare le loro attività, per ora ci sono riusciti in modo limitato. D’altro canto, i player di Internet hanno tutta l’attenzione in Borsa, ma la loro reale quota delle revenues totali del settore non è alta. Tuttavia, esiste uno spostamento di valore che va seguito nel tempo: un’indicazione è la perdita in share complessivo del settore hardware, che ci fa capire che i servizi a valore aggiunto diventeranno sempre più importanti per la crescita a lungo termine. Inoltre, anche se i mercati emergenti non hanno ancora catturato una porzione significativa di valore, il loro peso sta rapidamente aumentando”.

03 Ottobre 2011