Ricette per la ripresa/3. Calcagno: "Rilanciare le infrastrutture"

RICETTE PER LA RIPRESA/3

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. Ecco la "exit strategy" del direttore generale di Fastweb, Alberto Calcagno

di Alberto Calcagno, direttore generale Fastweb
La ripresa può passare solo dal rilancio degli investimenti in infrastrutture, particolarmente sulle “autostrade digitali” in fibra che sono strategiche per lo sviluppo. Una rete di nuova generazione (Ngn) è fondamentale per dotare l’Italia dei mezzi per ripartire quando sarà finita la crisi. Essa rappresenta la condizione anche per il buon funzionamento delle reti mobili che, senza un’adeguata infrastruttura fissa, non possono garantire capacità di banda sufficiente.

Il pesante costo della costruzione della rete Ngn, 10 miliardi di euro, non può passare attraverso forme di finanziamento pubblico, gravando sulla fiscalità generale, ma piuttosto deve fondarsi su una più efficace redistribuzione delle risorse, di cui oggi gode il settore, che devono ritornare al Paese in termini di investimenti privati.

Dobbiamo fare tutti uno sforzo responsabile per rilanciare l’Italia. Se il settore delle tlc produce ogni anno flussi di cassa industriali per 11 miliardi di euro e, al contempo, gli investimenti non decollano, abbiamo un grave problema di reimpiego di questi fondi.

Probabilmente sussistono distorsioni che, se superate, potrebbero portare alla definitiva soluzione del problema della rete ngn in Italia. In altre parole, anche nelle tlc è necessario introdurre maggiore concorrenza e reale interesse agli investimenti, eliminando forme di rendita di posizione che disincentivano la realizzazione della ngn.

Ciò significa abbassare i costi di riaffitto della rete in rame, per incentivare Telecom Italia a puntare sulla ngn e non sulla vecchia rete, e accogliere le richieste della Commissione europea abbattendo i costi che oggi devono essere riconosciuti agli operatori mobili per terminare le chiamate su reti già ammortizzate. In questo momento, al contrario, bisogna liberare queste risorse, ridistribuirle in modo più efficiente, creare un contesto di sistema che porti l’Italia ad avere una rete di nuova generazione all’altezza dell’importanza del nostro Paese e a costo zero per le casse dello Stato.

05 Ottobre 2011