Berec: "Net neutrality passa dalla trasparenza dell'Isp"

REGOLE

L'organismo europeo che raccoglie i regolatori nazionali: serve che gli Internet service provider diano ai consumatori dettagli tali da permettere "scelte informate" sul servizio

di Patrizia Licata
Fornire ai consumatori informazioni trasparenti sulla qualità e i limiti del loro servizio Internet è “fondamentale” se si vuole realizzare la net neutrality: a dirlo sono i regolatori del mercato europeo delle telecomunicazioni riuniti nel Berec (Body of European Regulators of Electronic Communications). L’associazione afferma che i regolatori nazionali devono assicurarsi che gli Internet service provider diano ai consumatori informazioni complete e precise che permettano di prendere “decisioni informate” sui servizi.

"Riteniamo che una politica di piena ed efficace trasparenza debba soddisfare tutte le seguenti caratteristiche: accessibilità, chiarezza, precisione, accuratezza, comparabilità”, si legge nelle linee guida del Berec su net neutrality e transparenza. "Gli utenti devono anche essere in grado di prendere decisioni informate in qualunque momento del rapporto commerciale con l’Isp, cioè sia prima che durante che dopo la firma del contratto”.

Nell’Unione europea non esistono regole scritte sulla net neutrality, ma recenti modifiche nella direttiva per le comunicazioni elettroniche (Framework for Electronic Communications Directive) danno alcune indicazioni ai regolatori nazionali per promuovere il concetto. Agli Stati-membro si chiede infatti di assicurarsi che i regolatori "prendano tutte le misure ragionevoli” per "promuovere gli interessi dei cittadini dell’Unione europea assicurando che gli utenti finali siano in grado di accedere e distribuire informazioni o gestire applicazioni e servizi come desiderano”.

Il Berec nota oggi che fornire informazioni trasparenti sui servizi può aiutare a soddisfare tali requisiti. Secondo l’associazione, gli Isp hanno la responsabilità diretta di fornire informazioni sul tipo di servizi che offrono, ma spetta poi ai singoli Paesi-membro decidere come usare altre misure “indirette” per assicurare che i consumatori ottengano il massimo della trasparenza nelle informazioni sui servizi. Con un atteggiamento, conclude il Berec, che dovrà essere attivo ma anche “light-touch”, per esempio lasciando che siano gli Isp a trovare soluzioni per ottenere la trasparenza e intervenendo solo se questa trasparenza non viene garantita.

07 Ottobre 2011