Ricette per la ripresa/6. Bevilacqua: "Ora serve un'Agenda concreta"

RICETTE PER LA RIPRESA/6

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. E' la volta di David Bevilacqua, ad di Cisco Italy

di David Bevilacqua, Ad Cisco Italy
Le scelte per rilanciare la crescita non possono prescindere dal lancio di una agenda digitale concreta, per vari motivi. L’Ict è un comparto che impiega 650.000 persone, è in grado di creare altra occupazione soprattutto fra i giovani, ed è un polo di innovazione per tutti i settori economici. L’adozione di soluzioni Ict incide positivamente sulla produttività e sulla capacità di proporsi e comunicare con il mercato a livello globale, fattore essenziale per un paese in cui le piccole e medie imprese rappresentano una parte così ampia del sistema economico. La Rete produce una rivoluzione nel modo di vivere, lavorare, apprendere che apre ampie opportunità alla società e agli individui, favorendo la creatività e la flessibilità necessarie per affrontare le crisi.

Tutto ciò ha una premessa, che il nostro Governo non può più trascurare: la diffusione in tutta l’Italia di infrastrutture tecnologiche e di rete a banda ultralarga, capaci di supportare lo sviluppo e l’utilizzo delle applicazioni Ict da parte di tutti: cittadini, aziende, istituzioni. Ci sono zone d’Italia dove non arriva nemmeno l’Adsl: questo significa non poter lavorare, non poter fruire di contenuti ricchi, non poter comunicare in modo efficace, essere tagliati fuori dalla direzione in cui va il mondo. Sarà essenziale trovare una formula che metta a fattor comune l’intervento del pubblico con la disponibilità di operatori e altre istituzioni per reperire le risorse necessarie, e per stimolare nelle imprese e nei cittadini la domanda di servizi evoluti, così da creare migliori opportunità di profitto.

Si dovrà lavorare anche dal punto di vista culturale. Secondo una nostra ricerca, il 70% dei ragazzi fra i 20 e i 30 anni considera Internet parte integrante della propria vita; è una generazione che vive una dimensione mobile, virtuale e collaborativa che non trova riscontro nelle opportunità offerte loro da aziende e istituzioni. Se non vogliamo sprecare talenti e capacità, dobbiamo adottare un approccio più aperto alla tecnologia.

10 Ottobre 2011