Lte e sussidi per iPhone: Sprint "brucia" soldi

MERCATI

Gli analisti scettici sulla scelta del carrier di passare dal WiMax alla tecnologia 4G mobile: occorreranno forti spese di capitale. Incerto il futuro rapporto con la controllata Clearwire, mentre l'impegno a comprare 30,5 milioni di smartphone Apple pesa per 20 miliardi di dollari

di Patrizia Licata
Il mercato sfiducia Sprint Nextel e gli analisti sono scettici sulle sue strategie: l’operatore americano sta “bruciando soldi” e il suo Capex potrebbe raggiungere nel 2012 i 5,5 miliardi di dollari, secondo J.P. Morgan. Ieri intanto in Borsa le azioni del carrier sono scese al livello più basso da febbraio 2009: a preoccupare è stato l’annuncio che Sprint non supporterà più, dall’anno prossimo, il WiMax ma investirà nell’Lte, e in più l’accordo con Apple per comprare oltre 30 milioni di iPhone. Una strategia dagli alti costi: l’iPhone ha i sussidi del carrier e la rete mobile di quarta generazione richiede, come noto, forti investimenti.

Standard & Poor's, pronta a declassare ulteriormente il debito di Sprint fino a un rating “junk”, ritiene "che sarà sempre più difficile per l’azienda mantenere risultati operativi positivi perché l’industria di riferimento è matura e la concorrenza si intensifica”. S&P aggiunge che le vendite di iPhone e i forti sussidi che Sprint è costretta a pagare metteranno pressione sul cash flow della società e danneggeranno i profitti nei prossimi due anni.

Secondo l’analista di Citigroup Michael Rollins l’iPhone potrebbe costare a Sprint 850 milioni di dollari l’anno prossimo, pur aiutando probabilmente il carrier a frenare la perdita di clienti.

L’analista di Mizuho Michael Nelson pensa che Sprint avrà bisogno di 3,5 miliardi di dollari entro la fine del 2013 per finanziare i suoi piani di espansione Lte e l’aumento del costo dei clienti di iPhone peserà sui margini di profitto e sul flusso di cassa nei prossimi due anni. Sprint si è accordata per comprare almeno 30,5 milioni di iPhone nei prossimi quattro anni, un impegno che vale 20 miliardi di dollari, secondo fonti vicine all’accordo sentite dal sito Total Telecom.

"Sprint sta bruciando cash e sia il carrier che i partner del suo ecosistema hanno bisogno di nuovo capitale”, conclude l’analista di J.P. Morgan Philip Cusick, che si aspetta un Capex di 5,5 miliardi di dollari il prossimo anno, contro una precedente stima di 3,4 miliardi, e spese per 4,5 miliardi nel 2013, contro la precedente stima di 3,5 miliardi.

Altro elemento che lascia i mercati in dubbio è il rapporto di Sprint con il suo network provider wholesale 4G Clearwire Corp, di cui il carrier è l’azionista di maggioranza, ma da cui ora si distanzia con i nuovi piani per l’Lte. Il carrier non ha fornito dettagli sul suo futuro con Clearwire dopo aver reso noto che smetterà nel 2012 di vendere device che usano lo standard Clearwire WiMax 4G.

11 Ottobre 2011