Ricette per la ripresa/11. Tripi: "Fondamentale il quoziente digitale"

RICETTE PER LA RIPRESA/11

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. E' la volta di Alberto Tripi, presidente Almaviva

di Alberto Tripi, presidente Almaviva
Fare il tagliando alla crescita significa introdurre nella manovra e nella politica industriale un quoziente di sviluppo di cui il Paese ha assolutamente bisogno per recuperare equilibrio e credibilità. Non c’è alcun dubbio che qualsiasi prospettiva di modernizzazione del Paese passi attraverso lo sviluppo dell’Italia digitale. Questo è il driver necessario per il duplice effetto che si può determinare sul Pil e sull’occupazione. Ce lo dimostrano Paesi emergenti come India, Brasile e più recentemente la Cina, che hanno seguito un percorso dove le risorse alle nuove tecnologie sono riuscite a risvegliare il tessuto economico e sociale. E questa è anche la strategia dell’Amministrazione Obama che cerca di coniugare il rigore dei conti pubblici con un significativo impiego di nuove risorse nell’innovazione e nella ricerca.

In Italia queste priorità sono state malauguratamente messe in disparte e, l’innovazione che fino a pochi anni fa era considerata un valore di riferimento, è stata accantonata dalla politica industriale. Se non vogliamo compromettere la storia di un Paese laborioso e la forza dell’intero sistema industriale dobbiamo rilanciare con vigore lo sviluppo dell’Italia digitale cominciando a incidere profondamente nella Pubblica Amministrazione. Ma oltre a incrementare la diffusione della banda larga nell’apparato centrale e periferico dello Stato per offrire servizi più efficienti ai cittadini, dobbiamo chiedere a chi si adopera per fare il “tagliando alla crescita” che interventi di alleggerimento almeno parziale del carico fiscale (come nel caso dell’Irap) sono vitali per un settore come l’Ict dove operano imprese labour intensive.

E a questo occorre aggiungere la necessità di introdurre regole di certezza e garanzie precise. Mi riferisco al tema dolente dei pagamenti sul quale si infrangono le prospettive di sopravvivenza di molte imprese; e mi riferisco anche alla necessità che nuove regole guidino l’Amministrazione pubblica nelle gare finalizzate all’introduzione delle nuove tecnologie. Da troppo tempo assistiamo a una guerra selvaggia sui prezzi ed è necessario che le Commissioni aggiudicatrici degli appalti esprimano livelli più alti di competenza. C’è poi un corollario finale, per nulla irrilevante, che è rappresentato dal ruolo delle banche a sostegno dei progetti di molte imprese. Il problema non è soltanto di credito, che vediamo inaridirsi per difficoltà non solo italiane, ma anche di incentivi alle concentrazioni societarie e di aiuto concreto a tutte le operazioni che possono contribuire a rafforzare lo sviluppo delle imprese.

18 Ottobre 2011