Banda larga: dalla Ue in arrivo 9,2 miliardi

FONDI 2014-2020

Annunciato il piano 2014-2020: 7 miliardi saranno destinati alla realizzazione delle reti Ngn, il resto andrà a progetti per lo sviluppo di servizi digitali. Il commissario Kroes: "Ogni euro può generare investimenti nel settore privato tra 6 a 15 euro". Il presidente dell'Etno Gambardella: "Incentivare i privati"

di Paolo Anastasio
Fondi in arrivo per la banda larga: la Commissione Ue ha proposto di stanziare 9,2 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 per la banda larga e i servizi digitali, di cui 7 miliardi destinati alla realizzazione delle infrastrutture di rete. E' quanto indica il commissario europeo per l'Agenda Digitale, Neelie Kroes, sottolineando l'impatto positivo della reti di tlc sulla crescita economica.

"Nell'arco di 10 anni lo sviluppo della banda larga potrebbe generare mille miliardi di euro in termini di nuove attività economiche e creare milioni di posti di lavoro. Un aumento della penetrazione della banda larga di 10 punti percentuali genera una maggiore crescita del Pil tra lo 0,9 e l'1,50%", ha detto la Kroes.

Il finanziamento Ue alla banda larga avrà un effetto di volano. "Ogni euro investito nella banda larga può generare investimenti del settore privato tra 6 e 15 euro, quindi significa attivare investimenti tra 50 e 100 miliardi di euro", ha aggiunto la Kroes, precisando che l'obiettivo è avvicinare l'Europa agli standard di Giappone e Corea del Sud, dove la penetrazione dell'ultra broadband è già rispettivamente del 12% e del 15% della popolazione.

I fondi, che rientrano nello strumento finanziario 'Connecting Europe Facility' (Cef), faranno da complemento a finanziamenti privati e pubblici e, secondo i dati della Commissione, saranno in grado di moltiplicare gli investimenti fino ad arrivare a 50-100 miliardi.

Nel caso degli investimenti sulle infrastrutture della banda larga, il Cef consentirà di dare "credibilità" a progetti pubblici o privati diminuendo i fattori di rischio, perchè a garantire su si essi ci sarà la Commissione europea e la Banca europea degli investimenti. Lo scopo di Bruxelles è attrarre investimenti sulle infrastrutture nelle aree più "difficili" ovvero fuori dai centri urbani o quelle scarsamente popolate.

L'agenda digitale europea fissa obiettivi per l'accesso universale alla banda larga nel 2020 di almeno 30 Mbps, prevedendo che almeno il 50% delle famiglie acquistino velocità superiori a 100 Mbps.

Per quanto riguarda i servizi digitali, il meccanismo prevede sovvenzioni per costruire le infrastrutture necessarie per l'identificazione elettronica, gli appalti pubblici elettronici, le cartelle cliniche elettroniche, Europeana, eJustice e servizi doganali. I fondi serviranno a garantire l'interoperabilità e a finanziare i costi di gestione e di interconnessione delle infrastrutture a livello europeo.

Etno, più incentivi agli investimenti privati
"Aumentando in modo significativo i finanziamenti per le reti e i servizi a banda larga, la Commissione dimostra di considerare il settore ICT come motore della crescita. Sebbene il finanziamento pubblico abbia un ruolo chiave da svolgere in quelle aree specifiche in cui la realizzazione commerciale non è fattibile, gli obiettivi dell'Agenda Digitale potranno essere raggiunti solo attraverso massicci investimenti privati", ha dichiarato Luigi Gambardella, Presidente dell’Executive Board di Etno.

“Pur riconoscendo che la messa a disposizione di ulteriori finanziamenti pubblici è un importante passo avanti per colmare il divario digitale - aggiunge Gambardella - la Commissione dovrebbe inviare un segnale forte agli investitori privati, applicando un approccio regolamentare più proporzionato e stabile per stimolare la domanda. Destinare risorse pubbliche al settore ICT, in assenza di un chiaro contesto a favore degli investimenti, diminuisce l'efficacia del finanziamento stesso".

19 Ottobre 2011