Gli Usa: "Cina e Russia rubano i nostri segreti industriali"

CYBER-SPIONAGGIO

"Una minaccia silenziosa che va debellata": uno studio dell'intelligence americana punta il dito contro cinesi e russi, le cui cyber-spie sono a caccia costante di segreti industriali e tecnologie Usa per alimentare la crescita economica dei loro Paesi

di Patrizia Licata
Cina e Russia accusate di cyber-spionaggio dagli Stati Uniti: secondo un documento dell’intelligence americana i due Paesi usano le spie che si muovono su Internet per rubare tecnologie e segreti industriali degli Usa a tutto vantaggio della propria crescita economica. “Una vera minaccia per la ricchezza e la sicurezza degli Stati Uniti”, afferma il report realizzato dall’Office of the national counterintelligence.

Ormai molte informazioni sensibili e ricerche confidenziali vengono trasmesse su reti informatiche e ciò rende possibile per le spie straniere raccogliere enormi quantità di dati in modo rapido e anche senza grandi rischi, perché è difficile accorgersi della presenza delle cyber-spie, afferma lo studio intitolato "Foreign spies stealing Us economic secrets in cyberspace" presentato al Congresso.

Secondo l’agenzia di intelligence americana i servizi di spionaggio stranieri, ma anche aziende e singoli individui, hanno incrementato i tentativi di furto di informazioni sensibili e costose tecnologie Usa negli ultimi due anni. "Cina e Russia, tramite i loro servizi di intelligence e le loro aziende attaccano la nostra ricerca e sviluppo”, ha commentato il capo della National counterintelligence Robert Bryant. "Il problema è serio perché noi alimentiamo la loro crescita economica con le nostre informazioni, e non è giusto”.

Il report cita solo Cina e Russia, pur sostenendo che siano decine i servizi di intelligence, le aziende, le istituzioni accademiche e i privati cittadini che spiano i segreti americani sul web. "I cinesi sono i più attivi e accaniti autori di spionaggio economico”, secondo lo studio americano.

Ma anche la Russia rappresenta una temibile minaccia: "I servizi di intelligence russi stanno conducendo una serie di attività per raccogliere informazioni industriali e tecnologiche da obiettivi selezionati negli Stati Uniti”, si legge nel report.

Lo studio americano ammette la difficoltà di capire chi veramente si celi dietro un cyber-attacco. Diverse aziende Usa hanno riferito di intrusioni nelle loro reti informatiche che hanno avuto origine in Cina, ma l’intelligence non riesce a risalire sempre ai diretti responsabili. Tuttavia, "Quando un attacco è molto sofisticato, noi presumiamo sempre che ci sia il coinvolgimento di un governo o di un servizio di spionaggio estero”, ha detto Bryant.

La National science foundation rivela che il governo, le università e le imprese americane hanno speso in ricerca e sviluppo 398 miliardi di dollari nel 2008. Ma non è possibile definire quanto di questo patrimonio sia rubato dalle cyber-spie. Per questo Bryant ha definito il cyber-spionaggio una “minaccia silenziosa per la nostra economia con risultati enormi: segreti commerciali sviluppati dopo migliaia di ore di lavoro dalle nostre menti più brillanti sono rubati e trasferiti alla concorrenza nel giro di secondi”.

I settori più a richio di intrusioni sono le Ict, le tecnologie militari, l’energia, l’industria farmaceutica. Per l’intelligence americana fa parte della politica nazionale di Cina e Russia rubare i segreti tecnologici e industriali di altri Paesi per alimentare il proprio sviluppo economico.

"Il report non fa che confermare la necessità che gli alleati degli Stati Uniti in Asia e Europa uniscano le forze e facciano pressione su Pechino”, ha commentato il presidente dell’House intelligence committee, il Repubblicano Mike Rogers.

"Riteniamo che i governi di Cina e Russia continueranno ad essere molto aggressivi nei tentativi di rubare informazioni industriali e tecnologie dagli Stati Uniti, particolarmente tramite il cyber-spazio”, afferma il report. “La loro motivazione è cercare di raggiungere la parità economica, strategica e militare con gli Stati Uniti”. "Si tratta di una minaccia a lungo termine per la nostra nazione”, ha concluso Bryant. “Non possiamo permetterci di non affrontarla e debellarla”.

04 Novembre 2011