Telecamere Ip e wi-fi al ministero dell'Economia

MOBOTIX

Per un occhio non particolarmente esperto si tratta di semplici pali della luce a led - propriamente dette “mensole a muro” -, che vogliono riportare allo stile di illuminazione originario dell’antico palazzo ottocentesco (1876) che oggi ospita il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e che, storicamente, rappresenta la prima grande opera della neonata capitale romana, voluta da Ministro Quintino Sella. La tecnologia però, sapientemente nascosta, trasforma ciascuno dei 20 pali che ne abbelliscono il perimetro esterno in uno strumento all’avanguardia per garantire la pubblica sicurezza nelle aree limitrofe del Ministero.

L’evoluzione avviene grazie all’implementazione, all’interno dei pali, di telecamere IP prodotte e distribuite a livello mondiale dalla tedesca Mobotix, con risoluzione 3,1 megapixel, dotate al proprio interno di software per la registrazione e la rielaborazione delle immagini: un sistema innovativo da un punto di vista tecnologico ma totalmente mimetizzato all’interno di un design in perfetta armonia con il luogo in cui il punto luce è installato.
“L’obiettivo da cui ha preso le mosse il progetto era duplice: da un lato quello di realizzare un sistema di controllo basato su strumenti di videosorveglianza all’avanguardia, dall’altro quello di realizzare un nuovo progetto di illuminazione che potesse diminuire sensibilmente il consumo di elettricità – in un’ottica di risparmio energetico -, garantendo allo stesso tempo una più lunga durata di esercizio e, di conseguenza, una forte riduzione dei costi di manutenzione”, ha commentato Saverio La Monaca, a capo della sicurezza del Ministero.

In quanto costi, le analisi realizzate dal team di Ghisamestieri, in funzione ovviamente del concreto utilizzo del sistema, parlano chiaro: si prevede un rientro dell’investimento iniziale di ogni sorgente di luce led nell’arco di soli 4 o 5 anni e un risparmio economico di addirittura il 50% tra il quinto e il quindicesimo anno di vita del sistema.
Il progetto, partito nel 2010 e conclusosi nell’arco di soli 5 mesi consta oggi di 20 mensole a muro installate in posizione strategica lungo tutto il perimetro del Ministero. Ciascuna mensola occulta al proprio interno 2 telecamere D12, caratterizzate da ripresa a 180 gradi, per un totale complessivo di 40 telecamere IP ad alta risoluzione. Le immagini riprese e registrate all’interno delle telecamere 24 ore su 24 (a colori in modalità diurna e in bianco e nero di notte) vengono poi visualizzate dalla centrale operativa, posizionata all’interno del palazzo del Ministero. Gli addetti alla sicurezza, tutti appartenenti al corpo militare della Guardia di Finanza, gestiscono in toto il sistema di videosorveglianza e monitorano costantemente le visuali riprese dalle telecamere in tempo reale. 10 antenne wireless 3WLan, installate all’interno di altrettante lampade, sono in grado di garantire il collegamento Wi-Fi bidirezionale tra la centrale operativa interna e le pattuglie attive all’esterno del palazzo.

“Soprattutto in occasione di manifestazioni, di fatto molto frequenti, i nostri agenti si ritrovano impegnati in operazioni cosiddette di ‘bonifica’ all’esterno del palazzo finalizzate in primis alla protezione delle personalità ministeriali - da effettuarsi sia a piedi, che all’interno dei nostri mezzi di ricognizione – che comportano la necessità di risalire rapidamente al proprietario di un determinato veicolo o alla verifica dei dati anagrafici di passaporti e carte di identità. Prima di installare i nuovi pali tecnologici, ci affidavamo a un sistema Gsm i cui costi erano però molto elevati; il nuovo sistema wireless ci garantisce spese di gestione molto più contenute a fronte però di potenzialità di utilizzo molto più elevate”, ha aggiunto Giancarlo Varvo, responsabile dell’Organo Centrale di Sicurezza del Ministero.

La tecnologia di videosorveglianza a bordo dei furgoni di ricognizione, equipaggiati anche di strumenti per la lettura delle targhe, o i sistemi operativi incorporati all’interno dei palmari (propriamente detti ‘explorer’) di cui sono dotate le pattuglie a piedi, in prossimità dei pali dotate di antenna Wi-Fi, tramite sistema di riconoscimento hanno la possibilità scambiare dati e immagini con la centrale operativa all’interno del Ministero. Collegandosi poi all’indirizzo IP abbinato a ciascuna telecamera, le pattuglie esterne hanno la possibilità di vedere in tempo reale le immagini registrate da una specifica telecamera.

Ciascun palo è poi dotato anche di un interruttore astronomico che consente la gestione delle operazioni di illuminazione e di videosorveglianza in maniera completamente autonoma e indipendente l’una dall’altra. Mentre infatti il lampione si attiva al crepuscolo e si spegne con le prime luci dell’alba, le telecamere restano in funzione 24 ore su 24 e, a seconda della specifica impostazione, sono in grado sia di registrare in modalità continua che di attivarsi al verificarsi di un evento, ad esempio il passaggio di un pedone o il rilevamento di un suono. Le telecamere posizionate in prossimità degli accessi al Ministero sono in grado di inviare allarmi in tempo reale all’interno della centrale operativa o di gestite i sistemi di apertura e di chiusura dei dissuasori antisfondamento nel terreno grazie a un sistema di letture delle targhe delle autovetture.

“A latere del progetto realizzato con Ghisamestieri, ci siamo affidati alla tecnologia di Mobotix anche per altre tipologie di esigenze, sempre ovviamente attinenti alla sicurezza del Ministero: 36 telecamere M24 sono già state installate sul terrazzo del palazzo per il controllo di possibili attacchi tramite ad esempio i condotti di condizionamento a quella che in gergo viene definita ‘Sala Tempest’, una sala completamente asettica per la protezione delle comunicazioni all’interno del ministero. Di fatto, la centrale operativa posizionata all’interno del Ministero, controlla da remoto le riprese di oltre 1.600 telecamere installate in punti strategici della città, col supporto di piccole sale di controllo posizionate a livello locale”, ha concluso Varvo.

Le lampade a muro installate a Roma si inseriscono in un progetto più ampio, dove qualsiasi palo per l’illuminazione può potenzialmente trasformarsi in un concentrato di tecnologia. Battezzato ‘Genius’ dai suoi ideatori, qualsiasi sia il suo design o la sua forma estetica, ciascun palo è in grado di trasformarsi in una vera e propria centrale di sicurezza integrata perfettamente, da un punto di vista estetico e urbanistico, all’interno dell’arredo cittadino. Dotate di microfoni e altoparlanti altamente performanti, possono mettere in comunicazione i cittadini con le centrali operative delle forze dell’ordine o di pronto soccorso tramite appositi pulsanti posizionati alla base del palo o attraverso l’implementazione di un sistema di identificazione tramite Rfid o banda magnetica.

29 Novembre 2011