Unbundling, Nicita: "In Italia prezzi in risalita dal 2005"

L'INTERVENTO

Riceviamo e pubblichiamo un'analisi del professor Antonio Nicita dell'università di Siena sull'andamento dei prezzi dei canoni dell'ultimo miglio. "I prezzi stanno risalendo". E sul totale delle linee in Ull: "Dal 2007 brusco rallentamento delle attivazioni"

di Antonio Nicita, Dipartimento Economia politica e Statistica dell'Università di Siena

L’articolo pubblicato ieri intitolato “Unbundling in Italia: prezzi dimezzati dal 2000”  riporta una anticipazione dello studio di Cullen International. In attesa di leggere il rapporto nella sua completezza, vorrei precisare alcuni punti – utili al dibattito – sulla base di una ricerca che sto completando in questi giorni e che conduce a conclusioni in parte diverse.

Da quanto anticipato sulla stampa, lo studio affermerebbe che i costi dell’unbundling in Italia sono scesi del 28% a partire dal 2001. Questo è vero in assoluto, ma è interessante esaminare nel dettaglio la sequenza dei prezzi per capire le ragioni di questo andamento.

Il servizio di ULL in Italia ha avuto e ha tuttora un ruolo fondamentale nello sviluppo della concorrenza infrastrutturata anche come noto per l’assenza di diffuse infrastrutture alternative quali quelle rappresentate dalle reti via cavo presenti capillarmente nella maggior parte dei paesi europei.

L’ULL è stato introdotto in Italia nel 2000, ponendo l’Italia all’avanguardia in Europa sul fronte regolamentare. Il regolatore italiano ha fatto una scelta di policy  all’epoca coraggiosa ma illuminata che è stata poi seguita da tutti gli altri paesi europei.

Tale sviluppo virtuoso dell’ULL è proseguito fino al 2005-2006 mentre dal 2007 in poi ha subito una battuta d’arresto sia a causa del progressivo aumento dei prezzi sia a causa dei problemi operativi (che alcuni operatori individuano in un eccessivo numero di Ko forniti da Telecom Italia alle richieste di attivazione delle linee da parte dei propri concorrenti).

Rispetto al 2001, i prezzi ULL in Italia sono effettivamente scesi ma lo stesso è avvenuto  in tutti gli altri paesi europei, anche a causa della riduzione dei costi di rete e della maggiore concorrenza sui mercati. Basti pensare che la media europea del 2001 era di 12 euro mese mentre oggi è di 8,19 euro mese, mentre il canone ULL italiano è passato da 11,1 euro nel 2001 a 9,28 euro nel 2012, quindi ad una riduzione del 35% a livello europeo, il canone ULL in Italia è sceso solo del 19%.

Ma il fenomeno più rilevante è il trend di aumento dei costi dal 2005 in poi, in cui il canone ULL è cresciuto in Italia del 25% da 7.5 euro mese a 9,28 euro mese. Infatti tale andamento si trova in totale controtendenza in Europa.

È interessante anche aggiungere che mentre nel 2006 le linee ULL in Italia erano allineate ad esempio alla Francia e superiori a quelle in UK, dal 2007 in poi lo sviluppo dell’ULL in Italia ha subito un brusco rallentamento mentre negli altri paesi è continuato a crescere  arrivando a 8 milioni di linee contro circa 5 dell’Italia. Sia in Francia che UK vi sono anche operatori via cavo, non presenti in Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Marzo 2012

TAG: antonio nicita, unbundling

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