Bortolotto (Assoprovider): "Tassa occulta del Governo sulle reti dati aziendali"

PATENTINO INSTALLATORI TLC

Ancora bufera sul nuovo regolamento del registro degli installatori di rete. Piccoli provider sul piede di guerra: "Il Dipartimento Comunicazioni vuole imporre controlli a tappeto su tutte le reti dati delle imprese italiane"

di Paolo Anastasio

Dopo le polemiche di un anno fa, riesplode la bagarre sul nuovo regolamento di accesso al registro degli installatori di reti Tlc. Ancora una volta sulle barricate Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider (Confcommercio), l'associazione dei piccoli provider Tlc indipendenti, che punta il dito contro il decreto legislativo 198/2010, che potrebbe entrare in vigore il 9 maggio prossimo introducendo nuove regole e imposizioni alle aziende sul fronte delle reti aziendali. “Il Mise Dipartimento Comunicazioni (Sambuco) non ha recepito nulla di quanto segnalavamo ad aprile del 2011 sul nuovo regolamento di attuazione del decreto legislativo 198/2010 “Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni” - attacca Bortolotto -  Questo governo, che si dichiara per le semplificazioni e liberalizzazioni, non solo non fa nessuna vera liberalizzazione ma si appresta ad introdurre una nuova categoria protetta: gli installatori di reti”.

“Ben lungi dall’aver liberato il mercato delle installazioni di reti dati, il nuovo regolamento, contenuto nel dlsg 198/2010, contiene alcune novità del tutto contrarie ai principi di semplificazione e liberalizzazione proclamati dal governo in carica – continua Bortolotto – in primo luogo, il testo, che potrebbe entrare in vigore il 9 maggio se non interverrà la Commissione Europea, alla quale ci siamo rivolti per bloccare tutto, impone a tutte le aziende italiane di produrre una documentazione dettagliata sulle reti dati che dovrà essere inviata entro un anno agli ispettorati territoriali del Dipartimento Comunicazioni del Mise”. Un obbligo che secondo il presidente di Assoprovider peserà sulle aziende, già alle prese con una crisi pesante obbligandole a chiamare un installatore per effettuare il controllo delle reti aziendali. “Ma per fare questi controlli sono abilitati soltanto gli installatori di rete iscritti al registro – continua Bortolotto – non più di 2-3mila installatori in tutta Italia, a fronte di 4-5 milioni di aziende che dovranno produrre la documentazione di rete. Come potranno questi pochi installatori far fronte all’obbligo di censimento delle reti aziendali in appena un anno di tempo?”.  Tanto più che in mancanza di documentazione le aziende sono passibili di una multa compresa fra 15mila e 150mila euro. “E’ una tassa occulta sulle reti dati – dice Bortolotto – che vale anche per i privati che hanno più di 25 punti di accesso, nella vecchia bozza del dlsg il limite era di 10 punti di accesso”.  

Secondo Bortolotto, si tratta di un provvedimento che penalizza centinaia di aziende di installazione che non sono iscritte al registro e che, in base al nuovo regolamento del Mise, non potranno nemmeno fare domanda per entrare nel novero degli installatori autorizzati “perché fra gli obblighi di legge c’è quello di avere almeno due dipendenti per fare domanda – aggiunge Bortolotto – ma ciò è discriminante rispetto alle tante micro aziende di installazione che hanno personale a partita Iva e non possono permettersi di avere personale assunto”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 12 Aprile 2012

TAG: patentino, installatori, registro, mise, dipartimento comunicazione, sambuco, dino bortolotto, piccoli provider

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