Lte, nasce il filtro anti-interferenza

FREQUENZE

Sviluppata dalla veneta Mitan Technologies la soluzione fa passare banda III e Uhf attenuando i segnali Tetra e Lte

di Alessandro Longo
frequenze spettro

In Italia ci sono già aziende che vendono e clienti che acquistano “filtri Lte”, per evitare le interferenze che la nuova rete mobile potrà causere sulle antenne tv. Un problema ora allo studio degli operatori e del ministero allo Sviluppo economico, come anticipato dal Corriere delle Comunicazioni. “Siamo tra le prime aziende italiane ad avere prodotto e lanciato un filtro Lte”, spiega Renato Crivellaro, direttore tecnico di Mitan Technologies, azienda trevigiana che da 25 anni produce e vende apparati di rete tv. Ha 32 dipendenti e fa parte del gruppo vicentino Calearo.
Come funziona il vostro filtro?
È un filtro passivo. Fa passare le frequenze da 174 MHz a 230 MHz (Vhf, banda terza televisiva), filtrando la trasmissione Tetra (usata dalle forze di polizia e che pure può dare interferenze). E mentre fa passare quelle a 470-790 MHz, attenua i segnali Lte, che iniziano da 794 MHz (corrispondenti ai canali 61-69, assegnati alle Tlc).
Come si usa?
Va installato sull’antenna condominiale, subito prima dell’amplificatore dell’impianto. Ce ne sono due versioni, una per il montaggio a palo e l’altra a innesto. La scelta dipende dal tipo di impianto presente. Se l’amplificatore è a palo, l’installazione è all’esterno, sotto l’antenna. Se invece c’è un centralino di amplificazione all’interno (nel sotto tetto), vanno bene entrambi i modelli, ma quello da innesto è più facile da inserire. È utilizzabile con tutti gli amplificatori, essendo compatibile sia con l’Uhf sia con larga banda. In futuro tutti i nostri prossimi centralini  e amplificatori da palo avranno questo filtro incorporato.
E quanto costa?
19 euro per la versione da innesto, 22 euro per la versione da palo (costa un po’ di più perché include la calotta di protezione da agenti atmosferici). Ma il grosso della spesa è l’installazione ed è molto variabile. Dipende dall’installatore. Se è professionale, fa un lavoro più lungo, ma più efficiente: deve analizzare i segnali di arrivo, fare l’installazione, misurare la qualità all’uscita dell’amplificatore per vedere se ci sono interferenze residue e quindi fare verifiche a campione nel condominio.
Possono esserci perdite del segnale?
La perdita è piccola, ma inevitabile. Nel nostro caso, la perdita di passaggio è minore di 3 db, tipicamente 2 db.  
Come vi è venuta l’idea?
Veniamo dall’esperienza Gsm, che pure aveva creato interferenze in alcune zone. Con l’Lte è inevitabile che il problema sia più grave, vista la vicinanza tra le frequenze utilizzate. In Francia si sono già verificati grossi problemi. Abbiamo venduto alcune centinaia di filtri Lte, in Lombardia e Veneto. Ci prepariamo a venderne migliaia all’anno. Nelle zone a forte densità di popolazione, credo che quasi tutte le abitazioni avranno bisogno di questo filtro. Soprattutto quelle che hanno un antenna rivolta verso il ripetitore di rete mobile e che hanno già avuto interferenze con il Gsm, a maggior ragione ne avranno con l’Lte. Di certo il problema scoppierà con le prime sperimentazioni Lte (in avvio in questi giorni, ndr.).

©RIPRODUZIONE RISERVATA 25 Aprile 2012

TAG: frequenze, mitan, lte, filtro, renato crivellaro

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