Interferenze Lte-Tv, rispunta il fondo delle telco

FREQUENZE

Il decreto approvato fissa i criteri delle misure a carico di Tim, Vodafone e Wind per mitigare i disturbi del 4G al digitale terrestre. Regolamento entro 60 giorni. I contributi saranno rimodulati ogni tre mesi sulla base dei costi d'intervento

di Paolo Anastasio

Il testo definitivo del decreto "Trasforma Italia" approvato ieri in Cdm non è ancora stato diffuso da Palazzo Chigi. Ma secondo fonti ministeriali sentite dal Corriere delle Comunicazioni, il testo contiene il regolamento per l'istituzione del fondo delle telco, allo scopo di mitigare le interferenze dell’Lte ai danni del segnale di ricezione della Tv digitale, così come  all'articolo 14 della bozza entrata in Cdm. La conferma arriva anche da Donatella Proto, dirigente del Dipartimento delle Comunicazioni, responsabile del tavolo tecnico sulle interferenze e delle problematiche post gara Lte. In pratica, saranno gli operatori assegnatari delle frequenze a 800 Mhz (Tim, Vodafone e Wind) a farsi carico in maniera proporzionale dei disturbi arrecati dalla banda ultralarga agli impianti di ricezione della tv digitale (Dvbt). I disturbi si risolvono installando un filtro sull'antenna di ricezione televisiva. Previsto entro 60 giorni un regolamento del Mise.

“Gli interventi che si rendessero necessari sugli impianti per la ricezione televisiva domestica per la mitigazione delle interferenze sono gestiti a valere su un fondo costituito dagli operatori Tlc assegnatari delle frequenze in banda 800 MHz – si legge nella bozza - I parametri per la costituzione di detto fondo e la relativa contribuzione degli operatori sono definiti secondo principi di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione. Il Ministero dello sviluppo economico, con proprio provvedimento, provvede ogni trimestre alla rimodulazione di tali contributi sulla base dei costi di intervento effettivamente sostenuti dai singoli operatori e rendicontati”.

In altre parole, "il Mise valuta e rendiconta ogni tre mesi i disturbi arrecati dal segnale Lte alla Tv, ed entro 60 giorni l'amministrazione indicherà un ente intermedio che operativamente si occupi di gestire le segnalazioni", precisa Proto. In lizza per questo ruolo di intermediario la Fondazione Bordoni (Fub), braccio operativo del ministero.  Per quanto riguarda il tavolo sulle interferenze istituto al Dipartimento delle Comunicazioni, con operatori e broadcaster, la dirigente del ministero fa sapere "che si riunirà nei prossimi giorni e che a breve", forse già entro fine mese, saranno resi noti i risultati delle sperimentazioni sul campo effettuate quest'estate, fra cui quella realizzata dagli operatori a San Benedetto del Tronto terminata ad agosto.

Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, oggi al convegno Between di Capri ha detto che "la norma sulle interferenze sarà varata attraverso un fondo costituito da imprese private. Se fosse stata concepita come misura di finanza pubblica sarebbe stata inammissibile, ma visto che sarà a carico dei privati nessuno se ne preoccupa”.

L'articolo 14 del provvedimento "Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali" prevede 150 milioni di euro per ridurre il digital divide in Italia per il 2013. L'obiettivo è agevolare la diffusione della banda ultra larga semplificando gli adempimenti normativi (es. per le autorizzazioni allo scavo); esenzione dalla tassa per l'occupazione del suolo e del sottosuolo per gli scavi per la posa di fibra ottica, gli operatori di tlc avranno assicurato l'accesso alle parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra ottica.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Ottobre 2012

TAG: interferenze, lte, tv, telecom italia, vodafone, wind, vimpelcom, fondazione ugo bordoni, fub, mise, donatella proto, dipartimento comunicazioni

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