Nortel Italia, scioperi a oltranza contro i 38 licenziamenti

La vertenza

Fiom Cgil: gravissima la decisione di Ernst&Young di rifiutare la mediazione del ministero del Lavoro


“Ernst&Young rifiuta la mediazione del ministero del Lavoro al fine di evitare il licenziamento dei lavoratori Nortel, ma l'incontro è comunque rinviato al 23 settembre”: la nota è della Fiom Cgil che definisce la decisione “gravissima e irresponsabile”.
“I lavoratori decidono di proseguire lo sciopero ad oltranza - spiega la nota -. Ieri pomeriggio i lavoratori Nortel riuniti in assemblea nella sede di Roma in via di Grotta Perfetta, hanno votato all'unanimità di proseguire lo sciopero ad oltranza e di mantenere lo stato di assemblea permanente iniziato lunedì scorso per protestare contro la decisione di Ernst&Young di licenziare 38 lavoratori delle sedi Roma e Milano. Il 16 settembre si era svolto l'incontro al ministero del lavoro che, vista la situazione, aveva proposto ad Ernst&Young, che in questo momento amministra la Nortel nel mondo, di utilizzare la cassa integrazione e di rinunciare ai licenziamenti”.

“La Ernst&Young, infatti, aveva dichiarato al ministero la sua intenzione di licenziare i lavoratori, di vendere 'a pezzi' le attivita' che rimangono alla Nortel per ricavare più possibile, e di liquidare tutto in Italia entro marzo 2010 - aggiunge la nota -. Licenziare i 38 lavoratori, quindi, non servirebbe a salvare l'azienda, ma è semplicemente una prima operazione di 'ripulitura' per vendere le attività facendo più profitti e chiudere comunque l'azienda tra qualche mese”.

“Durante l'incontro, che si è svolto mentre i lavoratori erano in presidio davanti alla sede del ministero di via Fornovo, a Roma, è anche arrivata la lettera del ministero dello Sviluppo Economico che, sollecitato dal sindacato, ha convocato le parti per il 22 settembre - continua la Fiom Cgil -. Ernst&Young ha già comunicato alle organizzazioni sindacali e al ministero che rifiuta l'utilizzo della cassa integrazione e che non ha nessuna intenzione di presentarsi alla convocazione del ministero dello Sviluppo Economico”.
“L'atteggiamento di Ernst&Young è gravissimo. L'Italia non è un paese a sovranità limitata - dice Roberta Turi della segreteria Fiom Cgil di Roma -. Il tentativo del ministero del Lavoro di evitare i licenziamenti con la cassa integrazione mira a salvaguardare l'occupazione di lavoratori che fanno parte di un settore produttivo importantissimo, quello delle telecomunicazioni. Ernst&Young rifiuta qualsiasi proposta alternativa al suo disegno perché a questa multinazionale non interessa il mantenimento dell'attività produttiva e dell'occupazione, l'unico suo obiettivo è di intascare più soldi possibili a discapito di chi lavora e che rappresenta la vera ricchezza di Nortel”. “Chiediamo al ministero dello Sviluppo Economico e al Governo - conclude Turi - di intervenire in maniera decisa su chi, in un momento di crisi come questo, vuole speculare sulla pelle di chi lavora, utilizzando risorse della collettività”.
Il 22 settembre, giorno della convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico, conclude la nota, i lavoratori Nortel saranno in presidio a partire dalle 13 davanti alla sede del Ministero in via Molise.

18 Settembre 2009