Istat: più banda larga in Italia, ma forte gap con l'Europa

TECNOLOGIE E CITTADINI

Stanno aumentando le connessioni broadband ma solo il 62% delle famiglie possiede un accesso al web da casa contro una media Ue del 73%. Siamo al 22mo posto in classifica, al pari della Lituania. Non migliora il digital divide Nord-Sud

di F.Me.

In Italia il web fa molta più fatica ad entrare nelle case rispetto a quanto accade in media nel resto d’Europa. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Istat su tecnologie e cittadini. Nel 2012, considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a Internet da casa, a fronte di una media europea pari al 73%, l'Italia si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% ed equivalente a quello registrato per la Lituania.

Aumenta la quota delle famiglie che accede al web mediante la banda larga (dal 45,8% al 48,6%) mentre rimane stabile rispetto all'anno precedente la quota di famiglie che dispone di un accesso a Internet (55,5%) e di un personal computer (59,3%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'83,9% possiede un personal computer, il 79% ha accesso a Internet e il 70,8% utilizza per questo una connessione a banda larga. All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano modesti livelli di dotazioni tecnologiche: appena il 13,9% di esse possiede il personal computer e soltanto l'11,8% dispone di una connessione per navigare in Internet.

Sul versante digital divide, tra il 2011 e il 2012 rimane stabile quello relativo al territorio e alle differenze sociali. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono il 58,1%, mentre rappresentano il 51,4% quelle che dispongono di una connessione a banda larga, a fronte del 49,6% e del 41,2% registrati nel Sud

Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un operaio e quelle in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista risulta di circa 17 punti percentuali a favore di questi ultimi.

Il 43,3% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,5% considera Internet inutile e non interessante, il 15,8% non ha accesso a Internet da casa per motivi economici legati all'alto costo degli strumenti o del collegamento, il 13% perché accede da un altro luogo.

Nel 2012, il 52,3% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 52,5% di quella in età scolare naviga su Internet. Rispetto al 2011 continua a crescere, anche se in misura più contenuta, il numero di utenti di Internet (dal 51,5% del 2011 al 52,5% del 2012). I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet sono i giovani tra gli 11 e i 34 anni (rispettivamente, oltre il 78% e oltre il 76%), mentre la quota scende sotto la soglia del 50% dopo i 54 anni.

Intanto cresce l'e-commerce. Nel 2012 il 28,2% degli individui over 14 che hanno usato internet nei 12 mesi precedenti l'intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.

Il telefono cellulare è ormai presente in tutte le case degli italiani. Secondo l'Istat, il telefonino è nelle mani del 92,4% delle famiglie. Il cellulare resta un bene ampiamente diffuso anche nelle famiglie costituite esclusivamente da persone di 65 anni e più, anche se il possesso (che riguarda il 70,9% dei casi) è di molto inferiore alla media nazionale.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 20 Dicembre 2012

TAG: istat, internet, tecnologie e cittadini, banda larga, digital divide

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