Interferenze Lte-Tv, via libera del Consiglio di Stato al regolamento

L'anticipazione

Ecco la sentenza che chiude la questione: Wind parteciperà al 50% a un fondo per finanziare gli interventi degli antennisti. Vodafone e Tim al 25% ciascuno. Sanzioni fino alla sospensione della licenza 800 MHz per gli inadempienti. A giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

di Alessandro Longo

Il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore del regolamento di Sviluppo economico sulla gestione delle interferenze Lte-Tv. L'ha approvato senza modificarne la bozza, i cui contenuti erano già stati anticipati dal nostro sito un mese fa. Adesso che la questione è chiusa- si attende solo a giorni l'arrivo del regolamento in Gazzetta Ufficiale- possiamo pubblicarlo integralmente a questo link

In sostanza il regolamento dà via ufficialmente al fondo con cui gli operatori pagheranno gli antennisti per risolvere le interferenze televisive causate dalle reti Lte (4G) sulle frequenze 800 MHz. Sarà in vigore fino al 31 dicembre 2016, "salvo ulteriori decisioni del Mise". Wind contribuirà al fondo al 50%, Tim e Vodafone al 25% ciascuno. Questo perché le frequenze assegnate a Wind per l'Lte sono tali da causare più probabilmente interferenze alle antenne televisive, a quanto risulta delle prime sperimentazioni. Le quote potranno però cambiare se, sul campo, ci si renderà conto che le cose non stanno proprio in questo modo. Per dirla con il regolamento, le percentuali "definite secondo i principi di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione, tengono conto della tipologia di blocco frequenziale di ciascun operatore, del tipo di interferenze ad esso correlato, dei risultati delle attività di sperimentazione ed analisi di cui in premessa, del costo di installazione,e del costo di acquisizione dei filtri e possono essere oggetto, ove necessario, di rimodulazione con separato provvedimento".

La gestione tecnica della questione è in capo alla Fondazione Ugo Bordoni (presso il ministero). "La gestione delle segnalazioni sarà affidata alla Fondazione Ugo Bordoni, che attraverso un help desk e un contact center (che fanno capo al sito helpinterferenze.it ndr), individuerà quali di queste sono connesse a problematiche di coesistenza tra Lte e Dvbt (tv digitale terrestre)", si legge nel regolamento. Gli utenti contatteranno l'help desk della Fub, quindi, che fornirà loro un questionario per capire se le interferenze sono causate effettivamente dall'Lte o da altri motivi.

Dopo aver gestito le segnalazioni, la Fub, attraverso un sistema automatizzato, metterà a disposizione degli operatori mobili le informazioni necessarie a procedere all’intervento, secondo le percentuali definite nel regolamento per ciascun operatore. Gli operatori pagheranno l'intervento del tecnico e l'installazione del filtro sull'antenna tv, per risolvere le interferenze.

“La Fub provvederà su base trimestrale alla rendicontazione (degli interventi effettuati ndr), per garantire che gli operatori contribuiscano in funzione delle percentuali previste”, si legge nella bozza.

Sono previste anche sanzioni per gli operatori inadempienti.
“Se un operatore omette di dare seguito alla gestione degli interventi assegnatigli da Fub dopo la fase di gestione delle segnalazioni in funzione di specifiche mappe di rischio e delle informazioni acquisite attraverso la somministrazione di un apposito questionario, è soggetto a sanzione”, pari a 5 punti percentuali in più di contributo al fondo. "Fermo restando il potere del Ministero di applicare le disposizioni del Codice dellecomunicazione elettroniche, in particolare gli articoli 32 e 98, nei confronti degli operatori inadempienti, la penale di cui al comma 1 comporta a partire dal trimestre successivo laproporzionale riduzione delle quote di intervento degli operatori che si sono fatti carico dellagestione degli interventi di spettanza dell’operatore inadempiente fino al ripristino delle percentuali di cui alla Tabella 1 (quelle standard di cui sopra, Ndr.)". 

"Laddove l’inadempimento e la violazione risultassero di particolare gravità o reiterate per più didue volte in uno stesso trimestre il Ministero può disporre la sospensione per un periodo nonsuperiore a sei mesi dei diritti d’uso delle frequenze in banda 800 Mhz dell’operatore inadempiente". 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 26 Aprile 2013

TAG: interferenze, wind, vodafone, tim, lte, Tv

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