Unbundling, Gentiloni: "Sconti regolatori solo a fine scorporo"

L'INTERVISTA

Il deputato del Pd al nostro giornale: nuovo listino Agcom frutto di un lungo lavoro. Nessuna interferenza con spin off rete

di Alessandro Longo

"Non credo che questa decisione di Agcom in sé, isolatamente presa, possa avere chissà quali conseguenze sui piani Telecom. Sarebbe assolutamente improprio e ingiustificato se le avesse. Per lo stesso motivo, era improprio attendersi sconti regolatori solo per il semplice annuncio dello scorporo Telecom". Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e ora parlamentare PD esperto di digitale, osserva con interesse la partita che si è infiammata con la decisione recente di Agcom su unbundling, bitstream. Partita che ora prosegue con le annunciate analisi di mercato 2014-2016 e l'esame del piano di scorporo Telecom.

Eppure c'è stato un meccanismo causa-effetto rilevante e le decisioni Agcom sono state prese subito come pietra dello scandalo da Telecom Italia, per i futuri piani

Capisco che possa essersi diffuso un certo convincimento. Che la semplice decisione di procedere verso scorporo potesse portare a vantaggi regolatori. Ma come sanno gli addetti ai lavori le due cose sono separate, la decisione Agcom è frutto di un'analisi che va su un binario parallelo e che è cominciata da tempo. E' un lungo processo. Era improprio attendersi sconti regolatori per il solo annuncio dello scorporo. E adesso - per questo stesso motivo - è improprio pensare che ci saranno conseguenze per questa decisione Agcom.

D'accordo, ma che pensa dello scorporo?

Lo scorporo è una strada senza dubbio giusta. La scelta presa da Telecom è da apprezzare. Ma sono anche convinto che su questa strada giusta sia solo un primo passo. Prima di capire bene di che si tratta e quali conseguenze possa avere su piano economico, dei mercati e regolatorio, bisogna andare ben al di là del primo passo, cioè oltre l’annuncio.

Che cosa bisognerà valutare?

Ci sono tre questioni delicate. La prima è il prezzo e il valore correlato all'eventuale ingresso di Cassa depositi e prestiti. Questione che attiene a Cassa e al Governo. La seconda è la governance. Se dovesse restare con totale controllo Telecom sarebbe complicato prevedere rilevanti finanziamenti pubblici. E pure questo aspetto dipende da Cassa. Terzo tema, che riguarda l’Authority, è il perimetro della rete da scorporare per garantire l’equivalenza dell’accesso non in teoria ma di fatto. Mi aspetto che quando questo percorso sarà andato molto avanti, tra un anno, un anno e mezzo, ne verranno conseguenze da trarre per l’Authorirty. Cioè se questo percorso merita e in che misura merita un intervento regolatorio per attenuare le attuali asimmetrie in capo a Telecom. Gli sconti non avvengono adesso, ma in coda al processo o almeno quando i contorni dell’operazione saranno molto chiari. In definitiva, gli ostacoli da superare sono significativi, ma la direzione va assolutamente incoraggiata. 

E che può fare la politica in questo percorso, qui comprese anche le tariffe della rete Telecom?

La materia delle tariffe dell’unbundling è stata sempre controversa e l’unica cosa saggia che credo la politica possa fare è starne alla larga. Ho assoluto rispetto e fiducia nelle decisioni dell’Authority, adesso come negli ultimi dieci anni. So anche che le decisioni prese in questi dieci anni da diverse Authority sono state accolte più o meno criticamente. Mi verrebbe da dire, con una citazione, “è il regolatore, bellezza”. Trovo patetica la discussione che c'è stata alla Camera due anni sulle tariffe in unbundling: venivano molte aziende a dirci la propria. Ma non è materia da Parlamento. Per fortuna. Abbiamo fatto le Authority proprio per quello, per togliere dalla politica questo fardello. Continuiamo così.

 

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Luglio 2013

TAG: gentiloni, agcom, unbundling, scorporo

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