In Europa cresce il broadband. Ma l'Italia resta al palo

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Uno studio di Bruxelles evidenzia un aumento del 10,7% delle numero delle connessioni: i Paesi scandinavi fanno da traino. In Italia il 30% degli utenti non riesce nemmeno a vedere un video in streaming

di Federica Meta
In Europa la banda larga continua a crescere. A dirlo il rapporto pubblicato oggi dalla Commissione europea, secondo cui nel luglio del 2009 il 24% della popolazione della Ue disponeva di un contratto di accesso in banda larga, a fronte del 21,6% dello stesso mese del 2008. In aumento anche il numero di collegamenti veloci, con un incremento medio 10,7% registrato tra luglio 2008 e luglio 2009, nonostante un contesto economico fortemente negativo: al 1° luglio 2009 vi erano oltre 120 milioni di linee fisse a banda larga, di cui ben 11,5 milioni di nuove linee attivate dal luglio 2008.

Lo studio evidenzia anche un forte aumento della banda larga mobile che ha fatto registrare un incremento del 54% da gennaio 2009 a oggi, con un tasso di penetrazione del 4,2%.

Altro dato importante riguarda la velocità dei collegamenti a Internet in banda larga: nella Ue l'80% di essi garantisce una velocità di download di 2 megabit al secondo (Mbps), con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno, suffociente per la fruizione di video streaming online.  "Più del 15% offre velocità superiori a 10 Mbps (un incremento del 10% rispetto a gennaio 2009). Velocità maggiori di trasmissione dei dati offrono generalmente agli utenti una scelta migliore e più vasta a un prezzo inferiore per megabit", precisa Bruxelles.

Ma vediamo i numeri del dettaglio. “La Danimarca e i Paesi Bassi, dove circa il 40% della popolazione ha un accesso a banda larga, continuano a essere all'avanguardia mondiale per la diffusione di tale tecnologia, ma il loro tasso di crescita ha subito un rallentamento dovuto al fatto che il mercato è prossimo alla saturazione -  si legge nel report -. Nove paesi (Danimarca 37,3%, Paesi Bassi 36,2%, Svezia 31,3%, Finlandia 30,7%, Lussemburgo 28,8%, Regno Unito 28,4%, Francia 27,7%, Germania 27,5% e ora anche il Belgio 27,5%) hanno un livello superiore a quello degli Stati Uniti, nei quali la diffusione della banda larga è al 25,8%”. I paesi che hanno fatto registrare la crescita più sostenuta sono il Lussemburgo (+ 18,3%) e il Portogallo (+ 11,7%).

A non essere menzionata, come si può notare, l’Italia dove le linee veloci sono 18,7 milioni. Di questi, 5.6 milioni hanno una banda minore a 2Mbps; 11.8 milioni hanno tra 2 e 10 Mbps; 1.2 milioni hanno una banda maggiore ai 10 Mbps. In altre parole più del 30% degli italiani è fuori da una modalità "media" di fruizione della Rete, non potendo  nemmeno accedere a servizio di video straming.

"Nonostante il rallentamento economico, il mercato della banda larga in Europa continua a evidenziare un forte dinamismo. L'aumento della concorrenza garantisce servizi migliori e ormai i consumatori considerano l'accesso a internet in banda larga come un aspetto essenziale - spiega Viviane Reding, commissario Ue alla Società dell’Informazione -. Si tratta di un buon punto di partenza per la prossima Commissione europea”.

Secondo Bruxelles i mercati dinamici della banda larga ad alta velocità in un mercato unico e concorrenziale delle telecomunicazioni costituiscono “una priorità strategica dell'agenda europea del digitale che la Commissione sta attualmente preparando”.

“L'internet a banda larga di nuova generazione, con reti a fibre ottiche o senza fili, è un presupposto essenziale per l'affermarsi di un’economia digitale forte in Europa e per garantire la supremazia europea nelle nuove tecnologie e applicazioni – prosegue la Reding -. Dopo l'accordo raggiunto il 5 novembre tra Parlamento europeo e Consiglio, volto definire un nuovo quadro normativo orientato alla concorrenza per il mercato europeo delle telecomunicazioni mi aspetto un forte impulso alle iniziative per la diffusione dell'internet ad alta velocità in tutti gli Stati membri. È chiaro che l'Europa è pronta per fare sì che il prossimo decennio sia interamente digitale".

18 Novembre 2009