Dividendo digitale. Telco o tv? This is the question

TELECOMS PACKAGE

Fabio Colasanti, vicepresidente Dg Società e Media Commissione Ue: "Continueremo a lavorare sull'armonizzazione degli standard". Gambardella (Etno): "Le frequenze siano allocate velocemente"

di Federica Meta
"La Commissione europea è un po’ delusa dei risultati ottenuti". Con queste parole Fabio Colasanti, vice presidente della commissione Società e Media della Commissione europea, commenta l'approvazione da parte dell'Europarlamento stamattina del Pacchetto Telecom (510 voti a favore, 40 contrari).

"Avevamo proposto una gestione delle frequenze più flessibile - ha detto Colasanti in occasione del convegno di apertura del BBF/Expocomm in corso a Roma - ma alcuni Stati membri hanno fatto resistenza". "La Commissione - ha aggiunto - continuerà a lavorare affinché ci sia una azione comune per la gestione del dividendo digitale perché è necessario armonizzare la situazione dei Paesi che sceglieranno di destinare parte delle frequenze (800 Mhz) alle Tv con quelli che opteranno per le Tlc. In questo senso la Commissione sta collaborando con i rappresentanti degli Stati membri".

Riguardo alla questione della neutralità della rete "i principi accettati dagli Stati sono del tutto formali. Agli Stati si lascia ampio margine di manovra quindi la situazione in sostanza non cambierà".


Sulla questione dell’allocazione delle frequenze liberate dal passaggio al DTT si è soffermato anche Roberto Viola, presidente del Radio Spectrum policy group (Rspg) nonché membro Agcom. “Per quanto riguarda il dividendo digitale il Rspg ha aperto un dibattito con gli Stati membri al fine di trovare un accordo comune – ha  sottolineato Viola -. La situazione è infatti molto variegata: ci sono Paesi, soprattutto quelli nordeuropei, che non avrebbero problemi a destinare i famigerati 800 Mhz alle Tlc mobili, avendo un contesto di broadcasting caratterizzato dalla scarsa presenza di Tv locali e da tecnologie di trasmissioni alternative diffuse, come il satellite e il cavo. Ci sono però altri Stati – la Spagna e l’Italia ad esempio – dove l’allocazione verso le Tlc creerebbe dei problemi data la presenza dei broadcaster locali”.

A spingere per l’allocazione verso il mobile le associazioni che raggruppano le telco. "Coordinando a livello europeo l’assegnazione delle frequenze che sono state liberate, ill cosiddetto dividendo digitale, ai nuovi servizi si potrebbero ottenere benefici per l’economia quantificabili tra i 20 e i 50 miliardi di euro - ha precisato Luigi Gambardella, membro dell’executive board dell’Etno - . Gli operatori dell'Etno sono concordi nel ritenere, insieme alle Istituzioni Comunitarie, che l’Europa ha oggi un’occasione unica nell’incoraggiare e coordinare la liberazione delle frequenze del Digital Dividend, contribuendo in questo modo al processo di ripresa economica. Ma affinché ciò avvenga le frequenze del Digital Dividend dovranno essere rese disponibili in tempi rapidi e con modalità armonizzate". Gambardella ha evidenziato che "le frequenze della banda 800 MHz hanno eccellenti caratteristiche di propagazione, tali da consentire la fornitura di servizi broadband in aree geografiche periferiche in modo più efficiente che  attraverso infrastrutture di rete fissa. La fornitura dell’accesso Internet a banda larga riveste un valore significativo in termini di accessibilità e di partecipazione, di educazione, di compimento in definitiva dell’inclusione digitale" (scarica qui il documento completo).

Secondo Innocenzo Genna, presidente dell’Ecta “serve una road map europea per le azioni strategiche da mettere in campo per uso efficiente del dividendo digitale anche per fare fronte al problema dell’insufficienza di risorse, semmai queste dovessero essere destinate alle telco”. Genna rileva infatti il rischio che gli 800 Mhz non siano sufficienti per tutti gli operatori mobili.
Per evitare tali conseguenze, Ecta propone una serie di possibili soluzioni: la creazione di una singola infrastruttura mobile per il dividendo digitale che serva tutti gli operatori sulla base di condizioni non-discriminatorie e l’allocazione del dividendo digitale in blocchi relativamente piccoli, con un plafond ragionevole, in modo da massimizzare il numero di operatori beneficiari.

Inoltre gli operatori di rete fissa di Ecta suggeriscono che le licenze in questione contengano condizioni di open access (roaming nazionale ed Mvno) per almeno 10 anni; essi propongano anche che determinati blocchi di frequenze siano allocate specificatamente ad operatori new entrants, cioè che non sono mai stati assegnatari di frequenze. Ciò potrebbe avvenire anche attraverso misure pro-competitive (ad esempio data roaming, minori condizioni di copertura, facility sharing), compresa la ri-allocazione della banda 900Mhz qualora le frequenze in 800Mhz vengano allocate ad operatori già titolari della banda 900Mhz.
 

24 Novembre 2009