Bertoluzzo (Vodafone Italia): "Per l'Ict serve un progetto di sistema"

OUTLOOK 2010/2

Cosa segna il barometro dell’Ict italiano in questo inizio del 2010? Siamo andati a sentire i pareri dei maggiori top manager delle aziende del settore. L'Ad di Vodafone Italia: "Serve chiarezza sulle strategie politiche. Fondamentale individuare le regole per sostenere gli investimenti"

Il Governo ha dimostrato un grande impegno per arginare gli effetti di una involuzione economica e oggi cominciamo a vederne i frutti. Le azioni intraprese sono state coerenti con quelle della Unione Europea, talvolta anticipandole. Tuttavia dalla crisi si esce con impegni forti e chiari e politiche di innovazione infrastrutturale, strettamente connesse al tema degli investimenti.
Quanto alla reazione dei consumi, nel settore Ict si assiste ad una flessione, pur restando le comunicazioni un bene primario, specie in periodi difficili.
Guardando al futuro, crediamo che investire in infrastrutture e servizi in una fase di crisi sia una buona exit strategy. Noi investiamo da sempre in Italia, e continueremo a farlo anche quest’anno, in modo del tutto indipendente dalle politiche di finanziamento pubblico.

Parallelamente l’intera industria è chiamata a fare efficienza sui costi, un’area che richiede un crescente impegno ma che è essenziale per finanziare gli investimenti che stiamo sostenendo per costruire il nostro futuro. La questione è se continuare a sostenere importanti investimenti per manutenere una rete in rame destinata a non soddisfare le esigenze del mercato perché sempre più esposta a problemi di degrado, diafonia ed interferenze nelle grandi città, oppure  conviene indirizzare gli sforzi degli investitori su una  nuova rete futureproof in fibra ottica.
Di fronte alle incertezze di indirizzo dei fondi pubblici, apprezziamo la cautela con cui il decisore politico si è mosso per far fronte a diverse esigenze.

Tuttavia diventa sempre più urgente avere chiarezza sulle strategie politiche legate allo sviluppo delle infrastrutture del Paese: da un lato le tecnologie radio (attuali e future) come strumento principale di superamento del digital divide, soprattutto nei piccoli e medi centri, possono soddisfare la domanda di imprese e cittadini, e dall’altro la necessità di costruire nelle principali città la rete di nuova generazione in fibra che rappresenta l’autostrada delle comunicazioni future.
Resto convinto che per l’Italia sia necessario un progetto di sistema per accelerare il processo assicurando al mercato e ai consumatori una piena concorrenza. Sarà poi fondamentale individuare le regole necessarie ad indirizzare e sostenere tali investimenti, correggendo l’anomalia di un Paese che sulla banda larga continua ad essere in ritardo e a crescere troppo lentamente.

Governo, Autorità ed Istituzioni locali possono dare un forte contributo di impulso alla ripresa. Penso alla rimozione di quegli ostacoli alla diffusione delle tecnologie, come nel caso della complessità che si riscontra nella realizzazione delle infrastrutture sul territorio. Semplificare le norme per la diffusione della banda larga mobile concorrerebbe a velocizzare il processo virtuoso di riduzione del digital divide e ad accelerare gli investimenti degli operatori.

26 Gennaio 2010