Net neutrality, stretta della Fcc anche sul mobile

NUOVE REGOLE

Le raccomandazioni dell'Autorità Usa che puntano a regolare Internet come una utility impattano su carriers come Verizon, At&T e T-Mobile. Che dicono: "Così si blocca l'innovazione"

di L.M.

Le regole sulla net neutrality proposte ieri dalla Fcc (Federal Communications Commission) statunitense impattano per la prima volta anche sugli operatori wireless, che potrebbero scendere sul piede di guerra. La Commissione ha intenzione di usare le regole del Titolo II del Telecomunication Act – legge promulgata nel 1996 a firma di Bill Clinton che introdusse una svolta nel settore includendo per la prima volta il broadcasting e l’allocazione di spettro - per proibire anche agli operatori wireless, così come a quelli via cavo, la prioritizzazione dei contenuti così come il blocco o il rallentamento di siti legali, app, servizi e altri dati.

Si tratta, sottolinea un articolo su The Verge, di un grosso cambiamento. A tutt'oggi, in base all’Open Internet Order del 2010, i provider wireless non possono bloccare siti legali né app che entrino in competizione con i loro prodotti video e voce, ma questo lascia loro ampio spazio per bloccare o limitare altri contenuti. All’epoca il ragionamento, si legge nell’articolo, era che i network wireless erano ancora in fase di sviluppo e avevano bisogno di regole più “leggere” per perseguire nella crescita. Ma, negli anni, sono cresciuti e diventati molto più solidi. A sostegno della sua tesi, il presidente della Federal Communications Commission argumenta inoltre che questa sua proposta non farà che incentivare lo sviluppo di nuovi networks, sia via cavo sia wireless.

Ma i carrier wireless sarebbero già sul piede di guerra. Durante il pubblico dibattito che ha portato alla proposta formulata ieri dalla Fcc, Verizon, AT&T, e T-Mobile hanno tutti espresso forti preoccupazioni sul Titolo II. AT&T l’ha definito “una strada verso il nulla”, T-Mobile “innovazione repressa”. È probabile, arguisce The Verge, che partiranno cause legali. Ma il fronte non è compatto: Sprint, per esempio, ha detto che un’applicazione “leggera” del Titolo II, molto simile a quella che propone Wheeler, non danneggerebbe gli investimenti nella Rete.

Non è chiaro cosa succederà per i servizi offerti dai carriers wireless che in effetti infrangono i principi della net neutrality, come Music Freedom, di T-Mobile, che prioritarizza alcuni servizi rispetto ad altri.

Con la sua proposta la Fcc cerca così di risolvere, almeno per il momento, un decennale dibattito sulla natura di Internet: se sia un'autostrada offerta a tutti a condizioni uguali o se i fornitori della banda larga possano esigere delle tariffe differenziate e restringere l'accesso. Wheeler presenta queste sue raccomandazioni sulla regolamentazione del web agli altri commissari oggi 5 febbraio; la Fcc voterà sulla proposta del presidente il 26 febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Febbraio 2015

TAG: Federal Communications Commission, Tom Wheeler, Internet, Wired, Fcc, Isp, Title II, Michael Glover, Verizon Communications, Netflix, Comcast, At&t, Bloomberg

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