Google accelera sulla rete superveloce

BANDA LARGA

Oltre 1.100 le location che hanno dato disponibilità per la realizzazione delle rete a banda larga che promette collegamenti a Internet a 1 Gb di velocità. Il "test" coinvolgerà mezzo milione di americani

di Antonello Salerno
Più di 1.100 tra comunità, città e Stati americani hanno risposto al bando lanciato da Google per scegliere i luoghi in cui sperimentare il progetto di banda larga superveloce, e i cui termini sono scaduti il 26 marzo. L’obiettivo è quello di testare il nuovo servizio su mezzo milione di persone negli Usa, attraverso network aperti sviluppati in collaborazione con le amministrazioni locali.

Un esperimento che potrà essere utile per capire quali applicazioni saranno preferite dagli utenti sulla nuova rete, e da qui per stabilire quale sia la via più conveniente per sviluppare reti più veloci.
Nei prossimi mesi i dirigenti di Google prenderanno i contatti per incontrare le istituzioni locali e i loro consulenti e confrontarsi con loro sulle decisioni da prendere: un primo percorso esplorativo che dovrebbe portare entro la fine dell’anno alla definizione della rosa delle località prescelte.

Mentre non sono ancora disponibili dettagli tecnici sul nuovo progetto, due caratteristiche sono già state rese pubbliche: la rete sarà aperta e offrirà 1 Gigabyte per secondo. Si è deciso di puntare sulla rete aperta perché – come dimostrano diversi studi universitari – porterebbe a una penetrazione più alta, prezzi più bassi, oltre che a più capacità e velocità. A dimostrarlo c’è anche quanto successo recentemente in Olanda, dove il Governo incentiva le comunità locali a sviluppare reti più veloci, ma soltanto se “aperte”.

Anche offrire un gigabite al secondo è una nuova prospettiva. Gli scettici dicono che non ci sono applicazioni che richiedano una velocità del genere, anche se su questo campo Google non è da sola: diverse reti si stanno muovendo da 100mbps a 1 Gbps. Negli Usa la Case Western Reserve University sta preparandosi a connettere le case attorno all’università a una rete basata sull’architettura sviluppata con l’olandese Citynet, proponendosi di collegare 25mila persone per capire come decideranno di utilizzare le nuove velocità. Una scelta simile nelle intenzioni a quella di Google, anche se su scala molto più ridotta.

Lo scopo della rete non sarà di guadagnare direttamente, ma di dare vita a nuovi usi e nuovi servizi. La prospettiva principale è quella dell’espansione: lo spiegamento di una una rete super veloce sarebbe giustificato soltanto dagli effetti positivi che questo potrebbe avere su altri settori, generando più informazioni, più uso e quindi più pubblicità.

Rimane da capire dove Google vorrà localizzare il suo test. Se, come pare, sta orientandosi verso l’offerta di nuovi servizi, potrebbe scegliere di rivolgersi al “pubblico della prima ora”: la Silicon Valley, le città universitarie, i luoghi che contano su un forte settore creativo, come New York.

30 Marzo 2010