Wind-3, fine della guerra dei prezzi?

TLC

La fusione fra i due operatori può ridare equilibrio al mercato delle Tlc, secondo Banca Imi. Scongiurando politiche ultra-competitive e ridando slancio alla qualità delle offerte. In attesa che arrivi Iliad

La fusione tra Wind e 3 potrebbe essere positiva per Telecom secondo gli esperti di Banca Imi, che apprezzano il focus della joint venture sulla qualità del servizio e sulla copertura Lte. Questo prima di tutto perché ci sarà maggior slancio per l’up-selling, quella tecnica di vendita che mira a offrire al consumatore un servizio di maggior valore rispetto alla sua scelta d’acquisto iniziale, ma anche attraverso un aumento dei ricavi medi per utente (Arpu).

In effetti fino allo sbarco di Iliad sul mercato italiano, previsto per la seconda metà dell’anno, il mercato italiano mobile si presenta come un oligopolio quasi perfetto con tre grandi operatori. Il nuovo operatore nasce infatti con una quota di mercato del 33,1% nel mobile domestico, davanti a Tim con il 30,3% e Vodafone con il 29,2%.

Wind 3 ha poi circa 2,7 milioni di utenti nel fisso. “Ne risulta a livello teorico”, aggiungono da Equita sim, “che ha più valore sfruttare il proprio bacino di clienti che ingaggiare politiche ultra-competitive per racimolare qualche cliente in più peggiorando gli Arpu”. Per gli analisti ogni operatore avrà di conseguenza la possibilità di migliorare la propria offerta, soprattutto sotto il profilo qualitativo, in attesa dell’ingresso del gruppo francese. Che al momento dello sbarco effettivo in Italia potrebbe avere così vita davvero difficile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Gennaio 2017

TAG: wind-3, tim, vodafone

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