LA PROPOSTA

Voucher per la banda larga nella PA, ecco la proposta dell’Anci

Anci Piemonte scrive alla Regione: “Riproporre il modello in funzione per le scuole: bonus per gli uffici pubblici che vogliano investire nelle nuove reti. Così si abbatte il digital divide”

Pubblicato il 09 Ago 2017

F.Me.

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Un voucher regionale per gli edifici pubblici che intendano adeguarsi alla banda larga, sulla scorta di un’analoga iniziativa intrapresa del governo per le strutture scolastiche. E’ la proposta che Anci Piemonte ha inviato al vicepresidente della giunta regionale, Aldo Reschigna, e all’assessora all’innovazione, Giuseppina De Santis.

In una lettera i Comuni chiedono ufficialmente che la Regione Piemonte si faccia carico della proposta, all’indomani dell’approvazione, da parte del Cipe, della delibera che stanzia 1,3 miliardi di euro per il completamento del Piano Banda Ultralarga, 90 milioni dei quali destinati a 39.000 edifici scolastici non ancora coperti da internet veloce. Nello specifico, il governo prevede di assegnare voucher da 1.000 euro agli istituti raggiunti dalla fibra ottica ma non ancora connessi e la somma è destinata ad aumentare nel caso di strutture non ancora servite dalla fibra.

Da qui l’idea di riproporre l’iniziativa sul piano locale e di estenderla ai Comuni, finanziandola con i fondi dell’Agenda Digitale Regionale e con eventuali ribassi di gara derivanti dall’attuazione del piano Bul. “Del resto – rammenta il vicepresidente all’innovazione di Anci Piemonte, Michele Pianetta – proprio un mese fa, in cabina di regia, avevamo chiesto alla Regione di farsi parte attiva con Infratel per chiedere che le risorse derivanti da possibili ribassi di gara del piano Bul fossero destinate allo sviluppo di servizi e progetti collaterali, legati alla banda larga”.

La lettera dell’Anci “propone anche – conclude Pianetta – l’istituzione di un tavolo di coordinamento con i Comuni per il superamento definitivo del digital divide. La Regione, assieme all’Anci e a tutti gli altri attori coinvolti, deve giocare un ruolo da protagonista. In un’Italia fortemente penalizzata rispetto al resto d’Europa, è giunta l’ora di mettere alla questione la parola fine, ma occorre agire tempestivamente e in modo organico”.

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