Strada in salita per le Tlc europee

ANALISI

La riduzione dei prezzi delle chiamate e la sostituzioni dei cellulari al fisso rappresentano il giro di boa per un settore finora considerato anticiclico. I trend non promettono un percorso agevole per i player, stretti tra la necessità di importanti investimenti e una contrazione dei flussi in entrata

di Phil Small, fixed income fund manager di Kames Capital

Da tradizione il settore Tlc è sempre stato visto come difensivo, certo non quanto le utility ma meno ciclico degli industriali. Tuttavia, sembra esserci un’alta correlazione tra l’indebolimento dei fondamentali macroeconomici dell’Eurozona e la performance dei gruppi tlc. La spesa media delle famiglie per i servizi di telecomunicazione durante la recente recessione è scesa soprattutto nei Paesi più colpiti dalla crisi, ossia Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna. I ricavi per le imprese tlc qui sono infatti scesi ad un ritmo più sostenuto rispetto al Pil nel 2010, segnando contrazioni tra il 6% e il 13%, e adesso che l’asticella è tornata a salire queste aziende faticano a tenere il passo di industrie più cicliche.

Il perché è da attribuirsi, in parte, al giro di boa che il settore sta vivendo: i cellulari stanno soppiantando le linee fisse e i prezzi delle chiamate si sono ridotti drasticamente, mentre il nuovo business, con la diffusione di servizi streaming e social network, sono i contratti per la banda larga, Internet ad alta velocità, un’area in cui gli investimenti continueranno a salire per i prossimi 5-10 anni, fino a che i governi non otterranno una copertura sul territorio, diretta o indiretta, prossima al 100%.

Anche le tariffe mobile non sembrano, infatti, un buono sbocco. In molti Paesi occidentali la penetrazione va ben oltre il 100%, con le persone che si dotano di due o più schede sim; il traffico vocale e sms ha raggiunto il suo picco, mentre leggi e competizione hanno abbattuto i costi di chiamata. La risposta degli operatori è un’offerta differenziata in base all’area geografica e al posizionamento all’interno dell’industria. Tuttavia, gli investimenti necessari per mantenere alta la qualità del servizio continuano ad aumentare e mantenere un pricing positivo è complesso data l’attenzione regolatoria sul settore.  

Per mantenere il proprio Ebitda in crescita le società tlc stanno tagliando molto i costi, cosa possibile soprattutto per le aziende ex-monopoli di Stato, ma questa strategia è ben poco sostenibile nel lungo termine. In generale, i trend del settore non promettono un percorso agevole per i protagonisti delle tlc, cosa che porterà ad una maggiore pressione sui margini, stretti tra la necessità di importanti investimenti e una contrazione dei flussi in entrata. Per questi motivi siamo molto cauti nei confronti dei titoli tlc sia azionari che obbligazionari.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 13 Settembre 2017

TAG: settore Tlc, banda larga, mobile

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