Etno: Ngn, investimenti privati condicio sine qua non

ETNO

Flessibilità nei prezzi wholesale ed equa distribuzione del rischio per incentivare le nuove reti

di Michael Bartholomew, direttore Etno
Non vi è settore a innovazione tecnologica così rapida ed evoluzione delle abitudini dei consumatori così veloce come l’Ict. Ad esempio, l’uploading di contenuti autogenerati e le web tv sono aumentati considerevolmente. L’accresciuta popolarità di questi servizi ha conseguenze economiche e sociali e porta a una considerevole crescita del traffico dati e della richiesta di banda.
Le velocità e le capacità di banda oggi disponibili sono sufficienti a far fronte ad applicazioni quali e-mail, navigazione Internet, download di musica e film in bassa risoluzione, basic Iptv Servizi innovativi, come videoconferenze avanzate o applicazioni di telelavoro, richiedono network molto più potenti. Già nel 2011 la domanda di banda potrebbe superare la capacità dei network: si stima una crescita del traffico dati dai 100 exabytes del 2008 ai 600 del 2015.

Le reti di accesso di nuova generazione (Nga), che dotano i network locali della necessaria capacità, sono essenziali all’Europa per cogliere tutti i benefici dell’economia digitale in termini di crescita e posti di lavoro, così come per continuare a rispondere alle esigenze dei consumatori. L’Europa è ancora indietro a Usa e Asia. Dato il considerevole rischio di investimento e l’incertezza regolatoria, i maggiori operatori di Tlc sono restii ad impegni finanziari su larga scala. Non vi è una singola misura in grado di incoraggiare la diffusione delle Nga. È necessaria una strategia capace di mobilitare tutte le linee d’azione politica e gli strumenti esistenti.

La Digital Agenda riconosce che è possibile dotare i cittadini di accessi broadband ad alta velocità solo con un mix di tecnologie e piattaforme, in base alla fattibilità tecnica e commerciale. Gli sviluppi tecnologici consentiranno ai network wireless e mobili di competere sempre più con quelli fissi. In un mercato delle Tlc liberalizzato e competitivo e in un contesto di riduzione della spesa pubblica, un massiccio sviluppo del network verrà giocoforza trainato dal settore privato. Quale voce dei maggiori investitori privati, Etno plaude all’appello della Digital Agenda a rafforzare gli incentivi agli investimenti privati. Le autorità pubbliche hanno un ruolo importante in aree, soprattutto remote e rurali, dove l’investimento commerciale non è fattibile.

La revisione della Direttiva Telecoms dovrebbe contemplare nuovi meccanismi che consentano un approccio regolatorio più mirato che, propriamente implementato dalle Autorità nazionali, impatterà positivamente sugli investimenti. Per incentivare l’investimento privato le regole per le Nga dovrebbero basarsi sui seguenti principi: regolazione più mirata, che tenga conto dei differenti livelli di competizione all’interno dei mercati azionali; obbligo per tutti gli operatori che investono (non solo quelli a più significativo potere di mercato) di aprire i colli di bottiglia dei network, come allacci domestici o cavidotti; flessibilità nei prezzi wholesale di accesso ed equa distribuzione del rischio fra investitori e access seekers.

L’economia europea avrebbe molto da guadagnare da un “digital single market”. Vanno rimosse le barriere allo sviluppo dell’offerta di contenuti legali innovativi online, quali la frammentazione dei diritti d’autore e il regime delle licenze. L’accresciuta disponibilità di contenuti online attraenti e legali è il modo migliore per combattere gli illeciti del file-sharing. Etno accoglie con favore la scelta prioritaria della Commissione di rendere i servizi broadband più disponibili e migliorare le competenze digitali dei cittadini. Grazie agli sforzi in R&D, le aziende socie di Etno già offrono una larga gamma di servizi. I provider di comunicazioni elettroniche supportano anche iniziative e campagne mirate ad incrementare l’uso dell’Ict.

La medicina è uno dei settori che più possono trarre beneficio dall’implementazione di applicazioni basate sull’Ict. L’Ict consente poi di ridurre le emissioni di CO2. Ma vi è necessità di forti incentivi (anche attraverso la leva fiscale) per incoraggiare cittadini e aziende ad optare per soluzioni broadband a basso consumo. La Digital Agenda può consentire di sbloccare il contributo che il settore Ict può dare per accelerare la ripresa dell’economia europea. Ma per assicurare il successo della Digital Agenda i suoi punti chiave vanno realizzati in via prioritaria attraverso misure concrete. Mobilitare gli investimenti privati nelle Nga è condicio sine qua non.

21 Giugno 2010