Nokia e Google, due colossi per due facce della crisi

TRIMESTRALE

Chi sale (anche se di poco) e chi scende. Potrebbe essere questo il sunto delle trimestrali di due dei più grando colossi dell’Ict. Se Google ha chiuso i primi tre mesi con un aumento dei profitti del 9%, Nokia ha visto calare rovinosamente i suoi utili. Ma vediamo nel dettaglio. Il colosso finlandese ha chiuso il primo trimestre con  utili in calo del 90% a 122 milioni di euro, contro gli 1,22 miliardi registrati nello stesso periodo del 2008, nonchè vendite in flessione del 27% a 9,3 miliardi. Un risultato così debole non si vedeva dal secondo trimestre del 1996, quando gli utili si attestarono su 87,1 milioni di euro. I pezzi venduti sono stati 93,2 milioni, in calo del 19% rispetto allo scorso anno, mentre la quota di mercato è scesa al 37%, dal 39% del primo trimestre 2008.

 

L'Amministratore delegato, Olli-Oekka Kallasvuo, ha parlato di “contesto eccezionalmente duro”, aggiungendo che le vendite sono state condizionate dallo sforzo di smaltire gli stock di magazzino da parte di rivenditori e compagnie telefoniche. “C’è comunque qualche segno di “relativa stabilizzazione del mercato”, ha chiosato l’Ad. Nonostante i risultati negativi Nokia ha voluto rassicurare gli investitori annunciando che punta a mantenere la propria quota di mercato nel trimestre in corso e che è in grado di rispettare le previsioni di un primo semestre dell'anno in utile: in particolare la società ha ribadito che il margine operativo della divisione mobile dovrebbe essere superiore al 10% nei primi sei mesi. Confermate anche le stime sull'industria mondiale dei telefonini, che dovrebbe registrare una contrazione del 10% quest'anno, con una flessione più forte nella prima metà dell'anno rispetto alla seconda. Più pesanti, invece, le previsioni sul mercato delle infrastrutture di Tlc, dove il colosso finlandese è attivo con Nokia Siemens Networks: nel 2009 le vendite per gli apparati fissi e mobili scenderanno in valore del 10%, contro la precedente previsione che stimava una contrazione del 5%.

 

Tutta un’altra aria tira a Mountain View. Nel primo trimestre Google ha messo a segno un aumento dei profitti del 9% a 1,42 miliardi di dollari su un giro d'affari di 5,5 miliardi. I risultati, migliori delle attese, sono stati raggiunti anche optando per una politica di contenimento dei costi anziché di crescita. Come ha spiegato anche il Ceo, Eric Schmidt. “Nessuna società è immune dalla recessione, nemmeno Google – ha puntualizzato -. Il 95% delle nostre conversazioni interne continua a vertere su iniziative di crescita ma sarebbe da irresponsabili non tenere sotto controllo le nostre spese in un momento del genere”. Tra le misure di contenimento dei costi adottate, la riduzione del personale - di sole 58 unità su un totale di 20.164 ma comunque significativa per un gruppo che è stato mai costretto a tagliare i dipendenti conosceva solo la parola assunzioni - e il taglio del 69% a 263 milioni delle spese in nuovi maxicomputer e altri progetti.

Chi sale (anche se di poco) e chi scende. Potrebbe essere questo il sunto delle trimestrali di due dei più grando colossi dell’Ict. Se Google ha chiuso i primi tre mesi con un aumento dei profitti del 9%, Nokia ha visto calare rovinosamente i suoi utili. Ma vediamo nel dettaglio. Il colosso finlandese ha chiuso il primo trimestre con  utili in calo del 90% a 122 milioni di euro, contro gli 1,22 miliardi registrati nello stesso periodo del 2008, nonchè vendite in flessione del 27% a 9,3 miliardi. Un risultato così debole non si vedeva dal secondo trimestre del 1996, quando gli utili si attestarono su 87,1 milioni di euro. I pezzi venduti sono stati 93,2 milioni, in calo del 19% rispetto allo scorso anno, mentre la quota di mercato è scesa al 37%, dal 39% del primo trimestre 2008.

 

 

L'Amministratore delegato, Olli-Oekka Kallasvuo, ha parlato di “contesto eccezionalmente duro”, aggiungendo che le vendite sono state condizionate dallo sforzo di smaltire gli stock di magazzino da parte di rivenditori e compagnie telefoniche. “C’è comunque qualche segno di “relativa stabilizzazione del mercato”, ha chiosato l’Ad. Nonostante i risultati negativi Nokia ha voluto rassicurare gli investitori annunciando che punta a mantenere la propria quota di mercato nel trimestre in corso e che è in grado di rispettare le previsioni di un primo semestre dell'anno in utile: in particolare la società ha ribadito che il margine operativo della divisione mobile dovrebbe essere superiore al 10% nei primi sei mesi. Confermate anche le stime sull'industria mondiale dei telefonini, che dovrebbe registrare una contrazione del 10% quest'anno, con una flessione più forte nella prima metà dell'anno rispetto alla seconda. Più pesanti, invece, le previsioni sul mercato delle infrastrutture di Tlc, dove il colosso finlandese è attivo con Nokia Siemens Networks: nel 2009 le vendite per gli apparati fissi e mobili scenderanno in valore del 10%, contro la precedente previsione che stimava una contrazione del 5%.

 

 

Tutta un’altra aria tira a Mountain View. Nel primo trimestre Google ha messo a segno un aumento dei profitti del 9% nel primo trimestre a 1,42 miliardi di dollari su un giro d'affari di 5,5 miliardi. I risultati, migliori delle attese, sono stati raggiunti anche optando per una politica di contenimento dei costi anziché di crescita. Come ha spiegato anche il Ceo, Eric Schmidt. “Nessuna società è immune dalla recessione, nemmeno Google – ha puntualizzato -. Il 95% delle nostre conversazioni interne continua a vertere su iniziative di crescita ma sarebbe da irresponsabili non tenere sotto controllo le nostre spese in un momento del genere”. Tra le misure di contenimento dei costi adottate, la riduzione del personale - di sole 58 unità su un totale di 20.164, ma comunque significativa per un gruppo che è stato mai costretto a tagliare i dipendenti - e il taglio del 69% a 263 milioni delle spese in nuovi maxicomputer e altri progetti.

17 Aprile 2009