Ue, gli 800 Mhz agli operatori mobili

LA PROPOSTA

Destinare le risorse del dividendo digitale allo sviluppo della banda larga mobile: la Commissione europea pronta ad emanare una proposta di legge per creare un set comune di frequenze e passare all'azione entro gennaio 2013

di Patrizia Licata
La Commissione europea si prepara ad approvare una bozza di legge che destina la banda degli 800MHz al mobile broadband. Secondo quanto riporta l’International Herald Tribune, la commissione approverà la bozza il 15 settembre e probabilmente la presenterà ufficialmente il 20.

La nuova legge, se otterrà il via libera del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, esigerà dai 27 Paesi-membro dell’Ue di mettere da parte e trasferire agli operatori mobili le frequenze degli 800MHz, parte del cosiddetto digital dividend liberato dallo spegnimento della tv analogica, entro il 1 gennaio 2013.

Questo target metterebbe una forte pressione su Paesi come la Francia, la Gran Bretagna e la stessa Italia a riutilizzare il digital dividend per le connessioni wireless. Le emittenti europee, infatti, si sono inizialmente opposte alla riconversione dello spettro per il mobile broadband, considerandolo un deterrente ai propri progetti per introdurre nuovi canali tv in alta definizione. Tuttavia i governi nazionali stanno cercando di convincere i broadcaster a contribuire allo sviluppo delle economie digitali del loro Paese.

Si mostrano, al contrario, soddisfatti gli operatori mobili, per i quali la destinazione degli 800MHz ai servizi del mobile broadband potrebbe avviare la creazione di un mercato unico europeo del wireless, basato su un set comune di frequenze capace di accelerare l’uso di Internet in mobilità.

Usare delle frequenze comuni a tutta l’Ue permetterebbe anche ai vendor di attrezzature di produrre in massa reti e device per un mercato molto più ampio e potrebbe stimolare gli operatori a espandersi nei Paesi vicini, creando maggiore concorrenza e opportunità per un servizio pan-europeo.

La Commissione spera anche che il riutilizzo dello spettro aiuti a diffondere tra i cittadini dell’Ue l’accesso alla banda larga veloce: l’obiettivo fissato dall’esecutivo Ue è di portare a tutti connessioni a 30 megabit al secondo entro il 2020 e a metà degli abitanti, entro la stessa data, il servizo a 100 megabit. Attualmente, un cittadino Ue su quattro, ovvero 124 milioni di persone, ha una connessione di banda larga fissa, mentre 25 milioni sono iscritti a servizi di banda larga mobile.

La legge sul dividendo digitale e il riutilizzo degli 800MHz fa parte di un più ampio pacchetto di proposte sul broadband messo a punto da Neelie Kroes, il commissario europeo per le telecomunicazioni. Il pacchetto di norme dovrebbe includere anche una raccomandazione sulle regole per la tariffazione per l’accesso alle reti di prossima generazione.

13 Settembre 2010