Lotta al crimine, l'Fbi vuole "intercettare" Internet

SICUREZZA

Ai service provider il compito di catturare e decrittare i messaggi scambiati sulle loro reti e sui server anche al di fuori degli Stati Uniti. La proposta sarà discussa dal Congresso

di Patrizia Licata
Le autorità americane preposte alla sicurezza nazionale cercano la linea dura contro il crimine e il terrorismo, anche se questo vuol dire “spiare” le conversazioni che viaggiano su Internet. Come riporta il New York Times, le agenzie federali di law enforcement hanno chiesto al Congresso di esaminare una proposta di legge che obbliga tutti i servizi di comunicazione online (e ciò include chi trasmette e-mail crittate come i BlackBerry, i siti di social networking come Facebook e i software che permettono il messaging “peer to peer”, come Skype) di dotarsi delle necessarie tecnologie per intercettare, registrare e decrittare le comunicazioni ospitate.

La proposta, che l’amministrazione Obama pensa di sottoporre al Congresso l’anno prossimo, torna a far discutere sul difficile equilibrio tra sicurezza nazionale, da una parte, e diritto alla privacy dei cittadini e stimolo all’innovazione tecnologica, dall'altra. Siccome i servizi di sicurezza di tutto il mondo affrontano problemi simili, la decisione del legislatore americano potrebbe imporsi come esempio a livello globale.

Nonostante le associazioni dei consumatori e i paladini della libertà di Internet siano sul piede di guerra, le autorità Usa sostengono che la loro capacità investigativa risulta notevolmente ridotta se non possono accedere alle comunicazioni online. “Si tratterebbe comunque di intercettazioni da effettuarsi dietro autorizzazione legale”, spiega Valerie E.Caproni, general counsel dell’Fbi. “Non vogliamo più autorità, ma la stessa autorità che abbiamo avuto finora, in nome della sicurezza nazionale”.

Il legislatore dovrà anche chiarire alcuni punti della proposta, per esempio quali aziende andranno considerate come “communications service provider”, ma ciò che conta è che le autorità Usa vogliono poter applicare la legge anche a società che operano usando server all’estero, come accade per la Research in Motion, il produttore canadese dei BlackBerry.

Negli Stati Uniti, le reti telefoniche e broadband devono già essere in grado di intercettare le comunicazioni, in base alla legge del 1994 chiamata Communications assistance to law enforcement act, disegnata per assicurare che il governo non perda le sue facoltà di sorveglianza nel passaggio dal sistema su rame alle reti digitali e mobili. Spesso gli investigatori possono intercettare le comunicazioni presso uno switch gestito dall’operatore di rete, ma a volte, come quando viene usato un servizio che critta i messaggi tra il computer dell’utente e i server dell’operatore, devono ordinare al service provider di fornire le versioni decrittate dei messaggi. Quello che le autorità della sicurezza Usa chiedono è che i service provider si dotino obbligatoriamente di tecnologie per intercettare e decodificare i messaggi cifrati, ricadendo, come le compagnie telefoniche, sotto la legge del 1994 sulle intercettazioni, che al momento invece li esclude.

L’Fbi ricorda, tra i tanti esempi, che quest’anno un’importante indagine su un cartello della droga si è scontrata col fatto che i trafficanti hanno usato per comunicare software peer-to-peer, più difficile da intercettare. Gli agenti hanno dovuto installare microfoni nell’ufficio di uno dei sospettati, ma questo ha reso l’indagine più rischiosa e “impedito di captare comunicazioni fondamentali”.

27 Settembre 2010