Cellulari, è boom del traffico dati. E il 4G è già in "pericolo"

BANDA LARGA MOBILE

Gli operatori mobili avvertono: "Aumentare la capacità di rete non basterà a fronteggiare il traffico esponenziale. Occorre agire sui business model: no alle tariffe flat o, in alternativa, porre limiti al download". Intanto si lavora agli standard 5G e 6G

di Patrizia Licata
Con l’esplosione del traffico dati sulle reti mobili dovuto agli smartphone e ai sempre più numerosi device connessi, la tecnologia wireless 4G è attesa come grande panacea ai problemi di congestione dei network degli operatori. Ma basterà davvero o non dobbiamo già pensare a un 5G o addirittura a un 6G?

Se lo chiedono anche gli esperti e i manager dell’industria, come ha dimostrato la recente Emerging technologies conference tenutasi presso il Mit americano: i partecipanti concordano sul fatto che ci vorrà molto più della tecnologia di prossima generazione per tenere testa al boom del traffico dati. Insomma, il 4G non è sufficiente a saziare la domanda.

"Il 4G è un gradino nell’evoluzione del wireless, ma sono sicuro che ci saranno un 5G e un 6G un giorno", afferma il ceo di Sprint, Dan Hesse. "Spero solo di non dover pagare anche per queste reti, costruirle è molto costoso”. Sprint Nextel è il primo operatore americano di telefonia cellulare a lanciare il servizio di quarta generazione, usando il WiMax. Il secondo sarà Verizon Wireless tramite la tecnologia concorrente, l’Lte.

Molti operatori mobili stanno ancora pagando per le reti 3G che hanno costruito solo pochi anni fa e ora devono di nuovo aprire il borsellino per passare al 4G: gli smartphone, come l’iPhone e i telefoni Android, generano 30 volte più dati sulle reti wireless rispetto ai tradizionali feature phone. Alcuni segmenti industriali, come la sanità, che non hanno mai usato la tecnologia mobile, improvvisamente stanno investendo in infrastrutture senza fili e applicazioni per smartphone, spingendo ulteriormente la domanda.

Attualmente la rete 3G riesce a trasportare la maggior parte dei servizi messi a disposizione dai device mobili, ma la sua capacità è al limite. E anche se il 4G promette download più veloci e maggiore capacità, la crescita esponenziale dei dati significa che gli operatori devono pensare in modo diverso a come costruiscono e gestiscono i loro nuovi network. "Il 4G non è la panacea," ribadisce Roger Entner, senior vice president di Nielsen. "Si potranno verificare esattamente gli stessi problemi che viviamo con il 3G. E’ solo una questione di tempo, ma prima o poi arriveremo al limite anche della rete 4G”.

Sicuramente il 4G intanto renderà le reti degli operatori più efficienti, e quindi in grado di servire più utenti o di far viaggiare più dati, ma il problema per i carrier è anche un altro: come spiega Jonathan Segel, executive director del Cto Group di Alcatel-Lucent, aggiornare le reti e acquistare nuovo spettro non è facile e ha un costo. "Aumentare semplicemente la capacità senza controllare quanti dati gli utenti usano sulla rete porterà al collasso della rete stessa", ha detto Segel. "L’uso aumenterà fino a riempire tutta la capacità disponibile”. La soluzione per il manager di Alu sembra evidente: far pagare chi usa più dati o porre dei limiti all’utilizzo. Insomma, quell’addio alle tariffe flat che sempre più telecom mondiali cominciano a considerare.

04 Ottobre 2010