Europa più digitale, ma il 43% di case resta offline

EUROBAROMETRO

Sondaggio Ue: quasi la metà delle famiglie europee non ha ancora accesso alla Rete, anche se stanno aumentando gli abbonamenti in banda larga. Ma non mancano i disservizi: il 36% degli intervistati lamenta interruzioni delle connessioni. E per un abbonato su cinque la perfomance non corrisponde a quanto previsto nel contratto

di Patrizia Licata
I cittadini dell’Europa stanno diventando più “digitali”: si abbonano a Internet su banda larga e alla tv digitale (il 38% in pacchetti in bundling), navigano in Rete e usano (il 35%) i siti di social networking. Ma resta ancora un 43% di famiglie senza accesso a Internet e molti di coloro che sono online si lamentano della qualità del servizio e si preoccupano per i propri diritti in Rete. Sono questi i dati salienti che emergono dal nuovo sondaggio dell’Eurobarometro della Commissione europea, che ha interpellato 27.000 famiglie in tutta l’unione sull’utilizzo di Internet, telefono e tv alla fine dello scorso anno.

La Digital Agenda for Europe della Commissione Ue, pubblicata a maggio scorso, fissa ambizioni obiettivi per la diffusione della banda larga ai cittadini europei, considerata strumento essenziale per stimolare la competitività e la fiducia dei consumatori nei nuovi strumenti digitali. Tuttavia il sondaggio ha scoperto che quasi una famiglia su cinque delle tante che restano offline non ha la connessione a casa per via dei costi associati alla navigazione web. La Digital Agenda sottolinea del resto la necessità di accrescere la concorrenza per far scendere i prezzi e incoraggiare più persone ab abbonarsi a Internet.

Più difficile rispondere alle resistenze di chi afferma di non avere la connessione a casa perché non è interessato a Internet. A questo proposito la Commission ha sempre sottolineato che occorre comunicare ai cittadini tutti i potenziali vantaggi della Rete: accesso a servizi innovativi, telelavoro, ecc.

Nelle case con connessioni broadband, poi, il livello del servizio non sempre è all’altezza: il 30% rivela che la velocità di download non è costante, il 36% riferisce temporanee interruzioni del servizio e il 24% dice che la performance non corrisponde a quanto previsto nel contratto.

Sul tema della sicurezza, l’84% delle famiglie vorrebbe ricevere una notifica dal provider in caso di perdita o sottrazione dei propri dati. Il 45% si preoccupa della fine che fanno i propri dati personali sui siti di social networking (anche se i giovanissimi si preoccupano meno degli over-40).

Il 21% delle famiglie europee si lamenta anche del fatto che l’Internet provider blocca l’accesso ad alcuni contenuti o applicazioni online. La Commissione si è occupata di questa problematica e di recente ha anche lanciato una consultazione su open Internet e net neutrality.

Il 98% delle case Ue ha un telefono e l’87% ha anche un cellulare. Solo l’11% ha esclusivamente la linea fissa, mentre il 25% ha solamente il mobile. Il 22% delle famiglie con accesso a Internet usa il computer per effettuare chiamate Ip e risparmiare. I costi preoccupano chi telefona: il 61% degli utenti mobili Ue e il 49% di chi usa una linea fissa limita le chiamate per evitare bollette salate.

Infine, il 98% delle famiglie Ue ha la tv, ma solo il 30% accede a canali via cavo, mentre quasi un quarto usa la tv digitale, in crescita rispetto all’11% del 2007, e altrettante case vedono la tv via satellite.

14 Ottobre 2010