Mobile, boom del traffico dati: "Educare gli utenti a gestire le risorse"

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Paolini (Senza Fili Consulting): gli investimenti per l'upgrade dei network e la diversificazione delle tariffe non potranno essere la soluzione definitiva al problema. E' necessario spiegare ai clienti come ottimizzare l'uso dei propri byte per evitare di trovarsi a corto di banda

di Patrizia Licata
Per preparare la strada al previsto aumento delle revenues generate dal traffico dati, e al tempo per scongiurare la congestione della rete, molti degli operatori di telefonia mobile si stanno dedicando ad espandere la capacità dei propri network e a creare nuovi tetti alla navigazione che limitano l’impatto degli abbonati più “attivi”. Tuttavia secondo Monica Paolini, fondatrice e presidente di Senza Fili Consulting, i carrier sembrano meno concentrati a risolvere il problema alla radice: portare delicatamente i clienti a cambiare abitudini e a fare un uso più equilibrato delle risorse di rete, cercando di fornire un’esperienza di alta qualità pur con risorse non illimitate.

Naturalmente gli operatori mobili non possono esimersi dall’investire nell’aumento della capacità sulla loro infrastruttura wireless esistente (Hspa, WiMax) o dal realizzare reti di nuova generazione, come quelle Lte. Si tratta di misure necessarie ma non sufficienti, afferma la Paolini, a soddisfare la prevista crescita del traffico dati, considerato che lo spettro che verrà messo all'asta è limitato, che i soldi da investire non sono molti e che invece è necessario per i carrier far crescere le entrate dai servizi dati il prima possibile, per controbilanciare il calo dai servizi voce.

In particolare, secondo l’analista di Senza Fili Consulting, i limiti mensili al traffico o gli strumenti di traffic management (per esempio, meno banda se si supera il tetto di 5 Gb mese), non fanno che peggiorare la situazione: se oggi queste soluzioni limitano l’abuso della rete da parte di una piccola porzione di abbonati a vantaggio degli altri, man mano che il traffico dati per abbonato aumenta, i limiti sui Gb probabilmente danneggeranno un numero sempre più alto di utenti. Oppure i tetti ai dati mensili potrebbero scoraggiare del tutto l’utilizzo di alcuni servizi, specialmente su mercati, come quello americano, dove gli utenti sono abituati alle tariffe “senza limiti” sia su fisso che mobile.

Sarebbe perciò necessario, nota la Paolini, che gli utenti venissero informati dall’operatore sulla quantità di traffico usata nel corso del mese, in modo da tenere sotto controllo quanti Gb hanno già sfruttato e quanti ne hanno ancora a disposizione prima di “sforare”. Soprattutto, gli abbonati dovranno essere messi in grado di gestire il loro traffico in maniera efficace tramite un preciso strumento che permetta di usare il piano dati per le applicazioni di cui veramente hanno bisogno e di evitare invece quelle che generano molto traffico ma che per loro non sono importanti.

Con gli smartphone, uno dei grandi imputati dell’aumento dei livelli di traffico sulle reti mobili, gli abbonati non sanno in effetti quali applicazioni generano più traffico, se alcune applicazioni sono semplicemente inefficienti nel loro uso di banda (e quindi l’utente potrebbe voler passare a quelle più economiche), o se ce ne sono altre che consumano molte risorse ma che per loro sono importanti. Quando la user experience non è buona, gli abbonati non hanno modo di sapere se il motivo è un problema di copertura o di capacità o un collo di bottiglia nella rete o nel device, e se rimandare o interrompere alcune applicazioni di background sarebbe d’aiuto. Semplicemente riterranno l’operatore responsabile, anche se non è sempre vero, scrive la Paolini.

In conclusione, gli operatori possono cominciare con le misure di gestione del traffico e i tetti alla navigazione, ma devono passare presto a nuove strategie, in particolare campagne di informazione verso gli utenti per guidarli a un uso più efficiente delle loro attività sulla rete: mettendo a disposizione dell’abbonato dati del genere, diventa più facile per i carrier imporre regole di traffic management perché alla regola si accompagna una soluzione. Manish Singh di Continuous Computing ha suggerito agli operatori mobili, per esempio, di fornire, insieme alla barra che indica la copertura di rete, un’icona con un “data rate speedometer” che mostra la velocità di trasmissione dei dati disponibile in tempo reale.

09 Dicembre 2010