Il mobile Voip mette a rischio il business delle telco

OVER THE TOP

La voce sta diventando una "commodity" anche in mobilità grazie ai servizi Voip. Dopo Skype è arrivata la app Viber di Apple. Ma gli operatori di Tlc non stanno a guardare e lanciano il guanto di sfida sui dati: tariffe più care per chi vuole più Mb a disposizione

di Patrizia Licata
I servizi di mobile VoIp (come Skype o Viber) impensieriscono gli operatori telecom tradizionali, decisi a non mollare la presa sui loro network (e infatti in alcuni casi queste aziende proibiscono l’uso delle applicazioni VoIp). Qualunque sarà l’evoluzione della telefonia su protocollo Ip, il modello di business delle telco storiche è destinato a subirne l’impatto, secondo un’analisi pubblicata dal sito Telecom Paper.


Nel passato le entrate delle telco sono derivate principalmente da due fonti: l’accesso (connectività, affitto della linea, diritto d’uso) e dall’utilizzo (minuti voce, sms, Megabyte...). Con l’affermarsi dell’uso dei dati queste due fonti stanno convergendo in pacchetti integrati. Il ruolo degli operatori è cruciale quando si tratta di connettività, ma anche qui possono perdere terreno: pensiamo agli utenti di iPod che non hanno un abbonamento e usano il wi-fi gratuito per l’accesso (questo dovrebbe suggerire agli operatori di espandere ulteriormente la rete wi-fi e offrire ai loro abbonati accesso gratis).

Ma i grandi cambiamenti degli ultimi anni sono avvenuti sul piano dell’utilizzo: il mercato delle comunicazioni è diventato molto più frammentato, muovendosi oltre le semplici chiamate, fisse o mobili, e gli sms, verso servizi come chat/Im, e-mail, pinging, Mms, WhatsApp, Nimbuzz, fring, Facebook, Twitter – la scelta è ampia. Quel che preoccupa gli operatori è che la maggior parte di questi servizi (esclusi gli Mms) sono di tipo ‘over the top’: non richiedono un abbonamento particolare, solo l’accesso su banda larga. Perciò, lo share sul vasto mercato delle comunicazioni si restringe.

Al tempo stesso, gli utenti hanno bisogno di un “pacchetto dati” per usare le apps. Ultimamente gli operatori stanno cautamente provando a introdurre nuove tariffe non più senza limiti ma differenziate in base alla quantità di dati utilizzati. Intanto, il numero di device connessi continua rapidamente a salire.

In questo scenario, il VoIp mobile gratuito può rappresentare un rischio per gli operatori esistenti. Non necessariamente perché il VoIp si diffonderà su vasta scala: i prezzi delle telefonate su mobile stanno comunque scendendo, diminuendo l'attrattività del VoIp; inoltre, non sempre questi servizi si basano su un solido modello di business e la stessa Skype non è stata in grado di costruirsi una presenza consistente sul mercato mobile. Tuttavia, l'impatto sul business model delle telco si farà sentire, sostiene Telecom Paper. In un mondo Ip di pacchetti dati, il minuto voce perde la sua ragion d’essere. L’Lte, uno standard tutto basato su Ip, contribuirà ulteriormente a questo trend così come la riduzione delle tariffe di terminazione mobile.

In poche parole, i nuovi entranti sul mercato potranno offrire chiamate a prezzi molto più bassi, mentre gli operatori esistenti dovranno combattere per continuare a dare valore al vecchio “minuto voce”. Sul mercato ci sono già dei pacchetti tutto compreso, spesso anche insieme agli smartphone. Tuttavia, nel tempo il minuto voce potrebbe scomparire e il traffico voce diventare solo una delle tante applicazioni di uno smartphone, di un tablet, di un notebook o persino di una tv.

16 Dicembre 2010