Kroes: "Sanità al collasso senza la rivoluzione digitale"

ETNO INNOVATION DAY

Il commissario all'Agenda digitale sceglie il palco del terzo Innovation day dell'Etno per lanciare l'appello agli Stati membri: "Serve una legislazione adeguata e bisogna favorire gli investimenti". L'Associazione che rappresenta le big telco auspica la collaborazione di tutta la filiera

di Patrizia Licata
Le soluzioni di e-health rendono la sanità più efficiente, permettono di risparmiare e uniscono l'Europa. Una rivoluzione guidata dalle telco, ma cui l'intero ecosistema deve partecipare: per questo l’Etno chiama a raccolta tutti gli attori del settore sanitario dell’Unione europea invitando a intensificare la collaborazione, rimuovere le barriere di ordine legale e organizzativo e favorire l’adozione delle Ict in campo sanitario da parte di medici e pazienti. L’appello arriva dal terzo Innovation Day indetto dall’Etno e aperto dal commissario europeo Neelie Kroes cui partecipano 200 rappresentanti delle istituzioni dell’Ue, degli enti nazionali e locali, delle associazioni di medici e pazienti, degli operatori telecom e dei vendor di tecnologia.

Le principali aziende delle telecomunicazioni impegnate in progetti di e-health includono Belgacom, Deutsche Telekom, Kpn, Orange, Portugal Telecom, Telecom Italia e Telefonica. Tutte hanno partecipato all’Innovation Day con dimostrazioni interattive delle loro applicazioni più innovative già utilizzate da medici e pazienti.

“Voi gestite l’infrastruttura essenziale - banda larga e reti di comunicazione – che può rivoluzionare la gestione della sanità”, ha sottolineato il commissario Kroes rivolta alle aziende telecom, introducendo la terza edizione dell'Innovation Day. “I nostri sistemi sanitari collasseranno se non introduciamo cambiamenti radicali. Dobbiamo effettuare investimenti sostenibili, e questo non significa solo più soldi, ma anche meccanismi più efficienti per i brevetti, legislazione adeguta per gestire i dati, approvvigionamento intelligente, unificazione dei mercati, rapida introduzione di standard. Le soluzioni per la sanità elettronica non solo migliorano la vita dei singoli cittadini, ma permettono di risparmiare e di generare denaro. Ma dipendono dai nuovi modelli di business della banda larga, che devono essere in grado di apportare vantaggi a tutta la catena: i fornitori di healthcare, gli utenti finali e le telco. Le nostre economie sono sempre più guidate dalle Ict e questo vi pone in una posizione di potere nello stimolare il cambiamento. E’ ora di agire”, ha concluso la Kroes.

Da parte sua Gabriele Galateri, presidente di Telecom Italia, ha dichiarato che la “sanità elettronica non è solo un promettente ramo di business per l’industria Ict, ma anche una grande opportunità per il benessere dei cittadini europei e un motore di crescita economica: una sanità più efficiente può aiutare i Paesi alle prese con budget limitati. L’evento di oggi dimostra l’impegno delle telco a sviluppare l’e-health e a raccogliere i contributi di tutti gli attori coinvolti”.

Ana Jorge, ministro della Sanità portoghese, ha notato che l’Etno “è stata un importante stimolo, capace di produrre un’energia rivoluzionaria. Oggi con le Ict possiamo pensare che ognuno, anche le persone con disabilità, abbia accesso al mondo intero tramite queste tecnologie che sono vero veicolo di integrazione”.

Per incentivare la diffusione dell’e-health, l’Etno rivolge all’industria alcune raccomandazioni. Innanzitutto, ovviare alla mancanza di standard che oggi impedisce un’ampia implementazione delle soluzioni per la sanità basate sulle Ict. Occorre creare une rete tra tutti gli attori coinvolti – dalle assicurazioni agli ospedali, dalle farmacie ai laboratori di analisi – per andare oltre i progetti pilota e creare standard uniformi per lo scambio di dati.

L’Etno raccomanda anche di assicurare che utenti e medici possano accedere ai dati dei pazienti ovunque nell’Ue, in modo che ogni cittadino possa essere curato in qualunque Paese-membro. Ancora, si dovrebbe lavorare sull’interoperabilità dei sistemi informatici clinici, chiarire gli aspetti regolatori a livello comunitario e dei singoli Stati per quanto riguarda le applicazioni software dell’e-health che potranno essere usate dai pazienti a casa o tramite gli smartphone; occuparsi degli aspetti legali e di sicurezza nell’implementare l’e-health attraverso i confini nazionali; rendere i servizi dell’e-health accessibili anche agli anziani e alle fasce deboli della popolazione; usare i finanziamenti Ue per implementazioni su larga scala delle applicazioni di sanità elettronica. I membri dell’Etno insistono anche sull’importanza della sicurezza dei dati come prerequisito per il successo dell’e-health, visto che le informazioni sulla salute dei pazienti sono tra le più delicate e devono ricevere la massima protezione.

Il settore della sanità è alla ricerca di nuovi modelli che offrano processi di cura più efficienti pur riducendo i costi, conclude l’Etno. L’utilizzo capillare delle Ict apre promettenti possibilità e anzi, tecnicamente, sottolinea l’associazione, le opportunità già esistono, perché gli operatori telecom hanno sviluppato diverse soluzioni.

All'evento è intervenuto anche il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola secondo cui il mercato europeo della sanità elettronica e della telemedicina (e-health) ha un grande potenziale sia in termini di crescita economica che di miglioramento della qualità della vita e di riduzione della spesa pubblica.  Ma "per poterlo svilupparlo e sfruttarlo appieno è necessario un intervento deciso dell'Ue, che negli anni passati ha già fatto sforzi nel settore".

"L'e-health ha un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini, nella creazione di efficienza delle pubbliche amministrazioni e, quindi, nel contribuire alla crescita economica dell'Ue", ha detto Galateri, ricordando che il mercato europeo della sanità elettronica vale circa 15 miliardi di euro e rappresenta un terzo del mercato mondiale, con tassi di crescita annui di quasi il 3%, mentre per la telemedicina sono stimati attorno al 20% negli anni a venire. A fare da ulteriore traino anche l'invecchiamento della popolazione europea che, secondo le stime dell'Ocse, vedrà triplicare entro il 2050 il numero di persone over 50 e di over 85.

Per questo, l'intervento dell'Ue per incentivare la rivoluzione digitale nel settore sanitario, in particolare per eliminare le barriere alla sua diffusione, è fondamentale. Pur avendo riconosciuto che gli sforzi compiuti finora dalla Commissione Ue sono "imponenti" (negli ultimi vent'anni Bruxelles ha investito circa 1,2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo nelle nuove tecnologie applicate alla sanità), Galateri ha sottolineato che l'esecutivo può giocare un "ruolo chiave" sia sul piano normativo, promuovendo requisiti minimi comuni, che su quello finanziario per l'acquisto dei progetti, ma anche per la sensibilizzazione dei cittadini sui vantaggi dell'e-health.

25 Gennaio 2011