Big brother alla cinese. Pechino pronta a tracciare cellulari

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L'amministrazione municipale annuncia che registrerà le attività sui telefonini dei 17 milioni di utenti della capitale. Obiettivo: monitorare il traffico sulle strade. Ma negli Usa scatta l'allarme sui rischi per la tutela dei diritti umani

di Patrizia Licata
La Cina pronta a tracciare l’utilizzo del cellulare da parte dei pechinesi – l’obiettivo sarebbe aiutare le autorità della capitale a gestire il traffico, ma la notizia, come rivela il Washington Post, ha suscitato le preoccupazioni degli attivisti dei diritti umani che temono che il governo cinese abbia trovato un nuovo modo per sfruttare la tecnologia mobile per sorvegliare i cittadini.

In un annuncio dato attraverso il sito Internet dell’amministrazione municipale di Pechino, il governo ha fatto sapere che registrerà le attività sul cellulare di 17 milioni di utenti mobili nella capitale tramite la tecnologia di localizzazione al fine di "pubblicare informazioni dinamiche e in tempo reale per ridurre la congestione del traffico e migliorare l'efficienza dei trasporti pubblici".

Pechino è nota per la congestione del traffico. Lo scorso agosto, un ingorgo di 60 miglia è durato nove giorni. Il governo cinese è però noto anche per il suo desiderio di controllare da vicino il flusso di informazioni che viaggia all’interno del Paese o che si dirige verso l’esterno. Non è raro che le autorirà accedano agli account di posta elettronica dei giornalisti stranieri e degli attivisti per la democrazia e alcuni siti web esteri sono censurati.

"Quel che accade quando si avvia il tracciamento degli utenti mobili è che si conserva la storia di quello che gli utenti fanno col cellulare", afferma Joshua Gruenspecht, studioso di sicurezza informatica presso il Center for Democracy and Technology, negli Stati Uniti. "Il governo può quindi utilizzare tale storia contro le persone in generale o in particolare per questioni legate ai diritti umani, una cosa molto inquietante".

A Pechino, il 70% degli abitanti usa un cellulare su rete China Mobile. In una dichiarazione, Li Guoguang, vice direttore dello Sviluppo sociale della Science and technology commission cinese, ha detto che il governo potrebbe determinare la posizione degli utenti mediante il collegamento dell’antenna cellulare a una delle tante stazioni radio base distribuite per la capitale. Il governo sta tuttavia ancora decidendo come attivare il servizio e in particolare come costruire la piattaforma per raccogliere e fornire le informazioni.

Secondo Gruenspecht, se il governo metterà in atto il servizio di tracking dei cellulari a Pechino, la Cina diventerà la prima nazione al mondo a utilizzare i servizi di localizzazione per un tracciamento completo degli utenti. Il Washington Post nota che l'annuncio arriva proprio ora che aumenta la consapevolezza, da parte di certi governi, che i device mobili e le comunicazioni Internet su siti come Facebook e Twitter possono fornire nuove e potenti piattaforme ai cittadini per organizzare le proteste, come accaduto in Egitto, Tunisia e Libia.

Nizar Zakka, segretario generale di IJMA3, gruppo che regola le tecnologie delle comunicazioni nel mondo arabo, ha recentemente invitato le aziende dei social media ad elaborare misure di protezione per i loro utenti: "I social media hanno dimostrato il loro potenziale, nelle strade di Teheran, al Cairo e altrove, di poter servire da agente di cambiamento e di sviluppo virtuoso", ha dichiarato Zakka. "Tuttavia, poiché questo potere è sempre più manifesto, il desiderio dei governi di utilizzare tali strumenti di libera espressione per reprimere il dissenso aumenta di pari passo. In questi giorni, i social media vengono usati anche al fine di monitorare, tenere traccia e infine mettere a tacere gli attivisti che Internet cerca di sostenere".

07 Marzo 2011