Tsunami, danneggiati metà dei cavi sottomarini

GIAPPONE

Telco asiatiche al lavoro per re-indirizzare il traffico sulla fibra di backup. E intanto si teme per la supply chain: il nord-est del Giappone ospita fabbriche di chip e componenti per schermi Lcd. Gravi danni a due insediamenti della Mitsubishi

di Patrizia Licata
Metà dei cavi che corrono sotto il Pacifico sono stati danneggiati dal terremoto e dallo tsunami che hanno colpito il Giappone e le grandi telecom asiatiche sono già alacremente al lavoro per ridurre l’impatto sulla loro attività di uno dei disastri naturali più gravi della storia del Paese del Sol Levante. Molti carrier e utenti hanno riferito ieri di difficoltà nell’accesso a Internet, nonostante il collegamento sia stato in parte ripristinato re-indirizzando il traffico di Rete sui cavi non danneggiati e sui satelliti.

“Circa la metà dei cavi sotto il Pacifico sono danneggiati e molte persone hanno difficoltà a collegarsi via Internet con gli Stati Uniti", riferisce Bill Barney, chief executive di Pacnet, operatore di cavidotti con sede a Hong Kong. Barney non ha specificato quali cavi siano interessati dai danni, ma assicura che il sistema gestito da Pacnet, e che collega Giappone e Usa, è intatto.

La maggior parte dei dati Internet internazionali e delle chiamate vocali viene trasmessa su centinaia di cavi sottomarini in fibra ottica che attraversano il globo. I cavi, che costano fino a centinaia di milioni di dollari, sono in genere di proprietà di consorzi di aziende di telecomunicazione, che condividono i costi e la capacità. Ovviamente i cavi in fibra sono racchiusi in materiale protettivo, ma sono esposti a calamità come i terremoti. Non è chiara quale sia la portata dei danni ai cavi sotto il Pacifico, e l’estensione della perdita finanziaria per chi li gestisce, ma gli operatori hanno dichiarato che stanno già procedendo ai controlli e al ripristino delle linee interrotte.

La telco giapponese Kddi ha fatto sapere lunedi che uno dei suoi cavi sottomarini tra il Giappone e gli Stati Uniti è stato danneggiato dal terremoto e non è in grado di trasmettere i segnali. La parte danneggiata è in mare aperto e occorrerà tempo per l’operatore per individuare e risolvere il problema, ma Kddi sta ripristinando tutti i suoi servizi utilizzando altri cavi.

Pacific Crossing, una divisione del colosso giapponese Ntt Communications, che gestisce una rete via cavo tra il Giappone e gli Stati Uniti, ha rivelato a sua volta che alcune porzioni della sua rete sono fuori servizio a causa del terremoto. Ntt Communications ha detto che alcuni dei suoi servizi per le imprese non sono disponibili nella regione di Tohoku in Giappone, ma per il resto sta usando cavi di backup e quindi le comunicazioni sia in Asia che con gli Stati Uniti sono assicurate.

Pccw Ltd., che fornisce Internet su banda larga a Hong Kong, ha reso noto che il traffico Internet verso alcune destinazioni internazionali, soprattutto gli Stati Uniti, sta ancora avvenendo a velocità inferiori a causa di numerosi cavi danneggiati che terminano in Giappone. L’operatore prevede però di effettuare le riparazioni nelle "prossime settimane".

Un portavoce dell’operatore di Taiwan Chunghwa Telecom ha detto venerdì che il terremoto ha causato danni vicino a Kita, sulla costa orientale del Giappone, a un cavo sottomarino che appartiene alla Asia Pacific Cable Network 2, che è di proprietà di un consorzio di 14 operatori di telecomunicazioni guidato da At&t.

China Telecom Corp., il maggiore operatore di rete fissa della Cina per numero di abbonati, ha già iniziato venerdì i primi interventi di emergenza sui cavi sottomarini danneggiati dal terremoto, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua News. China Mobile, il più grande operatore di telefonia mobile del mondo per utenti, ha assicurato che la maggior parte dei suoi servizi stanno funzionando normalmente nonostante un aumento delle chiamate verso il Giappone. Anche l’operatore China Unicom ha riparato la maggior parte delle sue linee, pur segnalando problemi di connessione con la rete della giapponese Ntt Communications.

Ma sono molte di più le aziende colpite, anche indirettamente, dalla catastrofe naturale nel Pacifico: dall’operatore sud-coreano Kt alla Telecom Globe delle Filippine, tante telco hanno dovuto ridirigere il traffico dati per evitare interruzioni del servizio.

Anche Mitsubishi Electric Corporation ha annunciato che i suoi due principali insediamenti nella regione di Tohoku hanno subito danni a causa del terremoto che ha colpito l’area del Pacifico in data 11 marzo 2011. Presso la filiale Mitsubishi Electric di Tohoku, situata a Sendai, Prefettura di Miyagi, sono segnalati danni agli uffici. L’azienda sta impiegando tutte le risorse disponibili per mantenere la funzionalità delle proprie attività all’interno della filiale. Nella fabbrica Mitsubishi Electric di Koriyama, situata nella Prefettura di Fukushima, sono stati rilevati danni agli edifici. La produzione in questo sito, che fabbrica tv a circuito chiuso e sistemi per le comunicazioni, è stata temporaneamente sospesa. Non appena sarà riconfermata la sicurezza degli edifici, Mitsubishi Electric stabilirà la ripresa delle attività, tenendo anche in considerazione l’impatto del terremoto sui propri impianti di produzione. L’impatto del terremoto sul Gruppo Mitsubishi Electric e sui suoi risultati finanziari è attualmente in fase di valutazione e deve essere ancora quantificato. L’azienda darà tempestiva comunicazione di eventuali significativi impatti sulle proprie attività.

Più fortuntata Sharp Corporation. La società informa che non ci sono stati danni estesi agli edifici Sharp o agli impianti di produzione in Giappone, incluso lo stabilimento situato in Yaita-City nella Prefettura di Tochigi. Gli impianti di produzione di pannelli Lcd situati nella città di Sakai, di Kameyama, di Taki-cho e Tenri stanno cercando di proseguire nella normale attività nonostante la situazione.

Sharp Corporation ha annunciato un proprio contributo per il terremoto nell’area Tohoku della Costa del Pacifico con una donazione di 100 milioni di yen (oltre 885 mila euro). Inoltre Sharp sta valutando la donazione di tv LCD e altri oggetti per la zona di evacuazione: le donazioni verranno consegnate tramite la società della Croce Rossa giapponese e altre istituzioni.

Le conseguenze del terremoto e dello tsunami in Giappone potrebbero però andare oltre e incidere anche sulla supply chain dell’elettronica di consumo, creando penuria di alcune componenti per i device wireless, perché il sisma ha colpito l’area nord-orientale del Giappone, dove si trovano molti dei più grandi stabilimenti di chip del mondo. "L'impatto maggiore sulla produzione di semiconduttori in Giappone non si avrà tanto per i danni diretti agli impianti di produzione, ma per l'interruzione della catena di approvvigionamento", afferma la società di ricerche Ihs iSuppli. "I fornitori probabilmente incontreranno difficoltà ad approviggionarsi delle materie prime e a distribuire i prodotti. Questo potrebbe provocare problemi nelle consegne di semiconduttori dal Giappone nelle prossime due settimane". La Foxconn, che produce device per numerose aziende, tra cui Apple, prevede che il disastro avrà un impatto sulla catena del valore della tecnologia mondiale, secondo quanto si legge sul Financial Times.

iSuppli nota che i fornitori giapponesi rappresentano oltre un quinto della produzione di semiconduttori a livello mondiale nel 2010, ma altri analisti tendono a minimizzare l'impatto diretto sulla fornitura di componenti. “Le conseguenze non saranno gravi come si potrebbe pensare", afferma Will Strauss di Forward Concepts. “Il Giappone ha un ruolo minore nella produzione di componenti rispetto alla Cina”. Più importante, forse, l’impatto sugli schermi Lcd per cellulari: qui il peso del Giappone come produttore di componenti (vetro, filtri per i colori, diodi, ecc.) è molto maggiore.

15 Marzo 2011