Reti mobili: revenues "nascoste" nel backhauling

ANALYSYS MASON

Secondo Analysys Mason per far fronte alla progressiva contrazione dei margini di guadagno le telco devono riprogettare le reti in maniera più efficiente. "Bisogna rivedere le strategie per tenere testa al forte aumento di dati"

di Patrizia Licata
Gli operatori devono pianificare le loro implementazioni di rete con attenzione in modo da ridurre i costi pur incremento la capacità di rete e far fronte al boom di dati mobili. Il forte incremento del traffico, da un lato, e il rallentamento della crescita delle entrate, dall’altro, stanno rosicchiando i margini di profitto degli operatori mobili, notano gli analisti di Analysys Mason, ma un network di accesso ben progettato riduce i costi e torna a far salire i margini di guadagno.

In particolare occorre puntare su un adeguato design della rete di backhaul, quella che connette la stazione base al cuore del network dell’operatore mobile. Per questo la progettazione di backhaul sta diventando sempre più importante nella strategia di accesso radio degli operatori.

“La diffusione dei device e delle tecnologie che offrono una migliore user experience, come smartphone e tablet, farà crescere la quantità di dati che i clienti consumano”, commenta Terry Norman, principal analyst di Analysys Mason e autore dello studio intitolato “The cost of capacity: mobile backhaul worldwide”. “Gli operatori riusciranno a tenere il passo con la domanda di dati dei clienti nel breve termine, ma poiché si prevede un incremento di trenta volte dei volumi di dati entro 2015, la maggior parte degli operatori sarà costretta a potenziare la capacità di backhaul. L'obiettivo può essere raggiunto in due modi: affittando linee dedicate dagli incumbent; oppure costruendo un proprio backhaul con la fibra ottica o con un ponte radio a microonde”.

I costi di backhaul cresceranno di un fattore dieci entro il 2015, prevedono gli analisti, e questo potrebbe ridurre notevolmente i margini di profitto degli operatori. In più, la stretta sulla capacità della rete di backhaul rischia di rallentare il flusso di dati da e verso il cliente. Questa situazione spinge gli operatori a rivedere le loro strategie di backhaul e a cercare nuovi fornitori di attrezzature per sviluppare tecnologie di rete capaci di risolvere i problemi.

“Non c’è una soluzione per tutti, una ricetta universale per il buon backhaul”, chiarisce Terry Norman. “Gli operatori devono rivedere le loro strategie per il miglioramento del backhaul regione per regione, o Paese per Paese, e individuare la soluzione ottimale per ciascun mercato". Il costo iniziale, continua l’analista, non è l’unico fattore e non sempre quello preminente: vanno prese in considerazione anche variabili come la sicurezza, i tempi di ritorno sull’investimento, il ritmo con cui cresce il traffico di dati e la disponibilità di infrastrutture a livello locale. “Gli operatori devono calcolare in base a tutti questi fattori un preciso ‘total cost of ownership’ del loro modello di backhaul”, conclude Norman.

29 Marzo 2011