Microsoft-Skype, gli analisti: "Funzionerà solo con totale integrazione"

L'ANALISI

La chiave sarà upgradare tutte le suite con il servizio Voip facendone il cavallo di battaglia di Windows 8. Solo così sarà possibile "ammortizzare" gli 8,5 miliardi sborsati per l'acquisizione

di Patrizia Licata
Il futuro di Microsoft insieme a Skype dipende largamente dalla capacità del colosso del software di chiudere con il suo passato. Un passato fatto di molte acquisizioni (negli ultimi dieci anni Microsoft ha speso circa 13 miliardi di dollari per quasi 20 deal), ma non sempre di matrimoni di successo.

L'acquisto di aQuantive, broker di pubblicità online, è un esempio lampante. L'accordo è stato annunciato da Microsoft nel 2007, per un valore di 6 miliardi di dollari; l'operazione rientrava nella più ampia strategia di Redmond di realizzare una piattaforma di online advertising. Microsoft era in particolare attratta dalla divisione Avenue A/Razorfish di aQuantive, un’agenzia di pubblicità interattiva, ma dopo due anni ha dovuto venderla per 530 milioni di dollari – anche a causa d un'emorragia di dipendenti verso altre compagnie.

Tra l’altro Microsoft ha fuso la tecnologia di aQuantive in un sistema più ampio, riducendone l’efficacia. E oggi il servizio online di Redmond che doveva ricevere una forte spinta dall’accordo con aQuantive non riesce a tener testa al leader del settore Google, oltre ad aver perso 750 milioni di dollari nell’ultimo trimestre.

L’accordo con Skype, acquisita per 8,5 miliardi di dollari, mette nuovamente Microsoft di fronte al compito di integrare una nuova azienda: è chiaro che stavolta la fusione dovrà avvenire con un approccio diverso. Da sempre Microsoft riscrive il software che acquisisce per adeguarlo al suo stile "e mentre perde tempo nel far questo, il mercato va avanti”, afferma l’analista Michael Cherry di Directions on Microsoft. Gli executive delle società acquisite sono delusi da questo processo e restano solo finché conviene, continua Cherry.



Negli ultimi dieci anni, il fatturato e l’utile netto della casa di Bill Gates sono più che raddoppiati e il margine di profitto è salito oltre il 30%, ma il problema, notano gli analisti, è che il risultato si deve quasi interamente al sistema operativo Windows e alla suite di applicazioni Office.
 Con Skype
 Microsoft potrebbe tentare una nuova strada: innanzitutto gestendo Skype come una divisione a parte anziché inserirla in uno dei suoi rami di business e lasciando in carica l’attuale Ceo di Skype, Tony Bates.

Questo potrebbe evitare anche l’emorragia di talenti che ha minato acquisizioni come quella di aQuantive, nota Sid Parakh della banca di investimenti di Seattle McAdams Wright Ragen. Tuttavia, continua Parakh, Microsoft dovrà integrare la tecnologia di Skype in tutti i suoi prodotti - software enterprise, software per cellulari, giochi – se vuole avere un ritorno dal suo investimento: Skype dovrà quindi forzatamente collaborare con le varie unit di Microsoft anche se si potrebbe creare un conflitto con i servizi Lync di Microsoft che forniscono servizi simili ma usando una tecnologia diversa.

Secondo Colin Gillis, analista della banca di investimenti Bcg, Skype verrà probabilmente integrato in Windows 8, la prossima versione del sistema operativo di Microsoft che dovrebbe abbracciare più piattaforme, dai Pc ai device mobili. Se l’integrazione sarà portata a termine nelle modalità corrette, Windows 8 potrebbe portare Microsoft e il suo nuovo partner mobile Nokia all’avanguardia dei sistemi di comunicazione, ma, appunto, "Solo se l'integrazione sarà corretta", conclude Gillis.

17 Maggio 2011