Videoconferenza, decolla il mercato europeo

Frost & Sullivan: nel 2010 ha registrato una crescita del 20% a 518 milioni di dollari il giro d’affari legato alle soluzioni per le conferenze a distanza. Ma la carenza di banda può rallentarne l’adozione

Pubblicato il 24 Mag 2011

Videoconferenza, decolla il mercato europeo
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Meno viaggi, più video: cresce così tra le aziende europee la
videoconferenza, secondo l’ultimo studio di Frost & Sullivan, che
ha calcolato un incremento del fatturato del 20% nel 2010 per un
totale di 518 milioni di dollari. “A causa dei budget ristretti,
che portano a ridurre i viaggi di lavoro e gli incontri tra
persone, le aziende cercano strumenti alternativi che consentano di
costruire e consolidare i rapporti d’affari, risparmiando tempo e
denaro. Il videoconferencing è l'ideale”, si legge nella
ricerca. “Nei prossimi anni, le entrate generate da questo
mercato cresceranno ancora grazie a nuove adozioni della
videoconferenza come parte di soluzioni di unified communication e
all’aumento della penetrazione tra le pmi”.

Ma non è solo la necessità di risparmiare, pur facendo incontrare
– anche se solo via video – le persone, a guidare il mercato:
“Le politiche sempre più severe del Parlamento Ue sulla
protezione dell’ambiente e le emissioni di CO2 spingeranno un
numero crescente di aziende ad adottare questa soluzione
green", spiega l’analista di Frost & Sullivan, Iwona
Petruczynik. Che sottolinea che adottare la videoconferenza come
alternativa ai viaggi permette anche di non perdere preziose ore
lavorative, accelera il processo decisionale e consente a gruppi di
lavoro sparsi per il mondo di collaborare più efficacemente.

“Anche le scuole possono usare la videoconferenza per
l’insegnamento a distanza e i medici per partecipare a diagnosi e
consulti per pazienti anche molto lontani”, aggiunge la
Petruczynik. Resta difficile per le aziende però capire quali
saranno i ritorni sull’investimento di un apparato di
videoconferenza o di una soluzione di comunicazione unificata e
questo può rallentare l’adozione, insieme alle resistenze di
parte del personale, non abituato all’interazione via video,
chiarisce l’analista. Un altro ostacolo è la carenza di banda
per la connessione.

Ciononostante, il videoconferecing continuerà a diffondersi in
Europa nei prossimi anni, anche con la comparsa di nuovi sistemi
che rendono l’esperienza d’uso sempre più soddisfacente. I
vendor "stanno risolvendo i problemi di security e la qualità
del servizio continua a migliorare”, sottolinea la Petruczynik.
"Intanto le iniziative di vendor e clienti in settori
verticali come la pubblica amministrazione e la sanità amplieranno
ulteriormente la base di utenti”.

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