IL CDM

50 milioni per le Tv locali, via al nuovo regolamento

Ok dal Cdm al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Il sottosegretario Giacomelli: “Sosteniamo impresa e occupazione”

Pubblicato il 08 Ago 2017

50 milioni per le Tv locali, via al nuovo regolamento
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Via alle nuove regole per i fondi destinati all’editoria. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti e del Ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato il regolamento per il riparto delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

Il provvedimento, che ha come criteri di merito il sostegno all’occupazione, l’innovazione e la qualità della informazione, è stato adottato ai sensi della legge di stabilità 2016, che ha destinato parte delle risorse derivanti dal recupero dell’evasione sul canone – fino a 100 milioni di euro – per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Da tale ammontare, fino a 50 milioni saranno destinati alle emittenti radio televisive locali e si andranno a sommare alle risorse già previste per il sostegno alle emittenti locali, pari a circa 67 milioni.

”Il Cdm ha approvato il nuovo Regolamento per le tv e radio locali. Dopo l’intervento sulle frequenze, l’aumento delle risorse e la creazione del fondo unico con l’editoria, questo ultimo tassello rappresenta un elemento decisivo e qualificante che completa il percorso voluto dal governo Renzi e condiviso dal governo Gentiloni – sottolinea il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – Il senso del nuovo testo è quello di premiare chi svolge davvero il ruolo di editore, chi fa informazione, chi assume, investe e rispetta le regole. Chi vuol fare azienda insomma e non chi cerca solo il modo di lucrare un sussidio. Mettiamo così fine ai contributi a pioggia, giustamente stigmatizzati dalla Corte dei Conti e diamo agli operatori locali uno strumento efficace di sostegno a garanzia del merito, del pluralismo e dell’informazione. Approvare il regolamento prima della pausa estiva era il nostro obiettivo e la sollecitazione di tutte le emittenti”.

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