LA LETTERA

Tim, appello degli ex top manager: “Lo Stato rientri nella compagnia”

In una lettera inviata a Palazzo Chigi richiesto l’ingresso tramite Cdp: “Così si garantisce lo sviluppo della società in coerenza con la politica industriale del Paese”. Chirichigno, Gamberale, de Julio e Di Genova i firmatari

Pubblicato il 26 Set 2017

Tim, appello degli ex top manager: “Lo Stato rientri nella compagnia”
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Quattro storici top manager di Tim, Francesco Chirichigno (Ad dal 1994 al 1997), Vito Gamberale (Ad di Sip, dg di Telecom e Ad di Tim tra il 1991 e il 1998), Umberto de Julio (Ad e dg di Tim nel 1998), Girolamo Di Genova (32 anni nel gruppo fino al 1998 quando ha lasciato la compagnia come responsabile della Direzione Business e con la qualifica di condirettore generale) chiedono che lo Stato rientri in Tim. “L’ingresso della Cdp – scrivono – sarebbe il miglior suggello al recupero di un ruolo e di una attiva collaborazione per accelerare lo sviluppo della Società in coerenza con la politica industriale del Paese”.

I manager scrivono una lettera aperta, anticipata dal Corriere della Sera, indirizzata al Governo e alla stessa Tim. “Siamo però convinti che per una netta inversione di tendenza sia indispensabile partire da un confronto trasparente e costruttivo con le Istituzioni” è l’invito. “L’apporto di Tim è fondamentale per gli obiettivi di politica industriale del Paese in tema di Agenda Digitale e Industria 4.0. Ma allo stesso tempo lo sviluppo di Tim non può prescindere dal supporto e dall’attenzione del Governo, negli ultimi vent’anni abbastanza distratto sul tema”, scrivono i quattro manager.

“Ci conforta e ci fa ben sperare la recente rassicurazione del Presidente del Consiglio Gentiloni sulla strategicità di Sparkle. E’ un inizio, ma è senz’altro ancora poco. Vogliamo perciò concludere riprendendo un’idea “carsica”, suggerita da più parti: l’ingresso della Cdp nel capitale di Tim. Sarebbe il miglior suggello ad un recupero di ruolo e di attiva collaborazione e consentirebbe di accelerare lo sviluppo della Società in coerenza con la politica industriale del Paese”.

Intanto è stata di nuovo rimandata la decisione del comitato di governo sull’attivazione del golden power. La riunione si terrà giovedì 28 settembre a Palazzo Chigi. Il team è chiamato a stabilire se la posizione di Vivendi nel colosso tlc possa far scattare i poteri speciali del governo sugli asset strategici (il cosiddetto golden power).

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda a margine del G7 dell’industria, ha detto che “ci sono gli estremi per esercitare la golden power”. “C’è necessità di notificare il controllo (da parte di Vivendi, ndr) e per quanto riguarda la sicurezza esiste un tema reale che va gestito in modo equilibrato e assolutamente non punitivo”, ha chiarito.

Vivendi avrà fino a 90 giorni per difendere le sue ragioni. Poi la palla passerà di nuovo al governo il cui comitato ha anche deciso che Inwit è controllata dal colosso media francese.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x