LA PROPOSTA

E-commerce, appello dei corrieri: “Servono modelli di business più sostenibili”

Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, associazione dei principali operatori della logistica: “Occorre uno sforzo culturale, tecnologico e di regolazione. Con l’abbuono dei costi per gli utenti le consegne vengono spesso gestite nei modi più creativi”

Pubblicato il 09 Mar 2018

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E-commerce, appello dei corrieri: “Servono modelli di business più sostenibili”

Un piano nazionale dei lockers e dei punti di ritiro dei pacchi per ottimizzare la logistica in città e i costi per i corrieri. Più tecnologia: connessione per la prenotazione delle piazzole di sosta, regole standard per l’accesso ai centri urbani, più incentivi per il ricambio del parco mezzi a favore di veicoli a basso impatto ambientale. E soprattutto chiarire all’opinione pubblica che la consegna non è mai gratis: la logistica ha un costo che se non riconosciuto crea distorsioni a livello sociale, ambientale ed economico. Sono alcune delle proposte avanzate dal Freight Leaders Council, l’associazione che riunisce i maggiori operatori logistici in Italia, nel “quaderno 26 sula logistica ai tempi dell’e-commerce”, che analizza i cambiamenti strutturali che la crescita del commercio elettronico sta producendo sull’intera supply chain. L’obiettivo dell’associazione è di “Combattere la logistica del capriccio a favore di un’organizzazione ottimizzata delle consegne dei pacchi dell’e-Commerce in un sistema che riconosca l’intera supply chain come attività economica in grado di creare valore e garantire condizioni di lavoro dignitose”.

“Siamo di fronte alla cosiddetta logistica del capriccio – dice Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, intervenendo a Padova al convegno “Le città crescono. I servizi green per una maggiore competitività e qualità della vita” nella cornice del Green Logistics Expo – che deve trovare il modo di ottimizzare la distribuzione fisica dei pacchi riducendo i costi. La competizione economica, scatenata a livello globale, ha avuto un impatto favorevole sui prezzi on-line spesso anche a causa dell’abbuono dei costi di consegna, gestiti nei modi più creativi”.

“Occorre uno sforzo culturale, tecnologico e di regolazione – conclude Malvestio – che aiuti a trovare nuovi modelli di business, più sostenibili per l’ambiente, per le imprese e per i lavoratori. Le 10 proposte scaturite da questo quaderno, redatto con il supporto di moltissimi esperti del settore che ringrazio, tentano di dare una risposta correttiva, applicabile nel breve e medio periodo. L’evoluzione del fenomeno nel lungo periodo dipenderà in buona parte dal successo di queste misure”.

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