IL CASO

Verizon, addio “pesante”: Tim Armstrong tratta l’uscita

Il responsabile dei media e pubblicità, in azienda dal 2015, avrebbe dovuto guidare la crescita del comparto fino a sfidare Google e Facebook. Ma il progetto, che finora ha dato scarsi risultati, rischia di dover ripartire da zero

Pubblicato il 07 Set 2018

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Verizon, addio “pesante”: Tim Armstrong tratta l’uscita

I piani di Verizon sulla crescita nel mercato pubblicitario rischiano di subire una battuta d’arresto. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, infatti, il capo delle attività media e pubblicitarie del colosso statunitense, Tim Armstrong, starebbe trattando le condizioni per la propria uscita. Questo significa che il progetto per la creazione di un soggetto in grado di sfidare Google e Facebook nel campo della pubblicità è destinato a non essere portato a termine.

Armstrong era in Verizon dal 2015, dai tempi cioè dell’acquisizione di Aol – di cui era stato Chief executive officer dal 2009 al 2015 – per 4,4 miliardi di dollari, e ha avuto un ruolo centrale nell’’integrazione di Yahoo, avvenuta nel 2017.

Successivamente Verizon aveva deciso di accorpare le attività di Aol e di Yahoo dando vita a Oath, società che ha in portafoglio più di 50 brand del calibro di HuffPost, TechCrunch e Tumblr, per sfruttarne il potenziale in termini pubblicitari. Ma l’operazione non ha dato finora i risultati sperati, e non ha scalfito le quote di mercato detenute dai giganti del Web meglio posizionati sulla pubblicità, a partire da Google e Facebook.

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