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Italiani ancora legati al pc di casa

Indagine Msn: appena il 33% degli italiani usa diversi device per accedere online, l’83% lo fa dal dektop di casa. E il cloud privato per il momento non decolla

Pubblicato il 21 Giu 2012

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Gli italiani sono poco abituati ad usare diversi device per accedere a Internet e per lo più lo fanno da pc fisso, di casa preferito dall’83% dei nostri connazionali. Inoltre, l’uso della cloud privata è ancora poco diffuso in Italia rispetto ad altri paesi Ue e al Sud Africa. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Msn tra 10.500 utenti in Europa e Sud Africa, per indagare peculiarità e differenze nel modo di usare i servizi di personal cloud.

Il cloud è sempre più utilizzato dagli utenti per avere i propri documenti e le proprie immagini a portata di click, ovunque si trovino e da qualsiasi dispositivo decidano di connettersi. In particolare, gli italiani risultano poco abituati ad utilizzare molteplici device per connettersi (solo il 33%) – agli antipodi degli ungheresi (che nel 77% dei casi si collegano al web da due o più dispositivi) – e i più sono abituati a farlo dal pc di casa (83%), ben al di sopra della media di tutti i Paesi coinvolti (+25%), dove invece è molto più diffuso l’utilizzo del laptop personale (54% contro solo il 16% degli italiani) o del proprio smartphone (37% contro solo il 19% degli utenti del Bel Paese).

Questo sondaggio mostra come gli italiani siano i meno preoccupati dei rischi legati alla privacy collegati all’utilizzo di servizi could. Ad esempio, solo il 14% teme che l’azienda che offre il servizio cloud che sono abituati ad usare possa guardare i documenti caricati, all’opposto dei sospettosi tedeschi (46%). Inoltre, solo il 27% degli italiani teme che le proprie credenziali possano essere rubate, diversamente da ungheresi (44%) e finlandesi (40%).

La ragione principale che spinge gli utenti italiani ad utilizzare il cloud è la possibilità di accedere facilmente ai propri file ovunque si trovino e di condividerli, in particolare per quanto riguarda fotografie (42%), documenti, presentazioni e fogli di calcolo (30%) e contatti (23%). Tuttavia, nonostante la preferenza accordata all’upload delle foto, gli italiani sarebbero i meno disposti a “pagare un riscatto” nel caso qualcuno rubasse le immagini caricate (il 79% di loro non darebbe nemmeno un euro), contro solo il 41% dei Finlandesi che non pagherebbe per riscattarle – dimostrandosi così molto più gelosi delle proprie immagini – e una media del 61% di tutti i Paesi intervistati.

Infine, nella scelta del servizio da utilizzare, il 40% degli italiani fa un’attenta valutazione delle condizioni offerte e della semplicità di accesso da diversi dispositivi. Solo il 9% si affida a consigli e raccomandazioni, con uno scarto del 10% tra uomini e donne (rispettivamente l’11% e il 21%). I Paesi in cui il passaparola è più diffuso sono Danimarca (24%) e Repubblica Ceca (23%).

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