L'ANNUNCIO

Facebook a “supporto” dell’informazione: piano da 1 miliardo di dollari per tre anni

In campo nuovi fondi. Una mossa che fa seguito al caso Google News in Australia. Non è chiaro per quali iniziative saranno impegnate le risorse ma il social network non avrebbe intenzione di remunerare la condivisione delle news sulla piattaforma

Pubblicato il 25 Feb 2021

facebook

Ieri, sul blog di Facebook, è stato pubblicato un annuncio in cui la piattaforma di social media dichiara di voler spendere almeno un miliardo di dollari (822 milioni di euro) nel settore dell’informazione nei prossimi tre anni, senza però precisare le modalità con cui questo budget sarà iniettato nel mercato editoriale. L’annuncio arriva pochi giorni dopo un acceso dibattito con il governo australiano sul pagamento dovuto agli editori che aveva portato Facebook a oscurare, per breve tempo, le pagine di notizie.

“Abbiamo investito 600 milioni di dollari dal 2018 per supportare l’industria dell’informazione e pianifichiamo almeno un miliardo di dollari in più nei prossimi tre anni”, ha precisato sul blog Nick Clegg, vicepresidente degli affari globali di Facebook. “Facebook è più che disposto a collaborare con gli editori di notizie”, ha aggiunto il manager. “Riconosciamo pienamente che il giornalismo di qualità è il cuore di come funzionano le società aperte: informare e dare potere ai cittadini e controllare i potenti”. Con questo nuovo impegno, Facebook si mette sulla scia di Google, che si è similmente impegnato l’anno scorso a pagare un miliardo di dollari ai media per l’uso dei suoi contenuti di notizie in un nuovo prodotto chiamato Google News Showcase.

Gli accordi con gli editori europei e il caso australiano

Il mese scorso, Facebook aveva del resto annunciato accordi con una serie di editori nel Regno Unito, tra cui The Guardian, Telegraph Media Group, Financial Times, Daily Mail Group e Sky News, che vedranno pubblicati i loro contenuti su Facebook news, una sezione dedicata all’interno dell’app Facebook dove si presenteranno notizie curate e personalizzate tratte da centinaia di pubblicazioni nazionali, locali e di lifestyle. Clegg ha quindi assicurato che l’azienda è in trattative con gli editori in Germania e Francia.

Il vicepresidente della società tecnologica ha valutato positivamente gli emendamenti che il governo australiano intende includere nella legislazione recentemente approvata sull’uso delle notizie dei media da parte dei motori di ricerca e delle reti sociali. Di fronte all’approvazione di questo regolamento, che avrebbe costretto Facebook a pagare tutti i media per l’apparizione dei loro link sul social network, la società ha deciso di limitare completamente la pubblicazione di notizie. Come risultato di questa misura, Facebook ha riconosciuto di aver bloccato molti contenuti in modo inappropriato, anche se ha dichiarato che molti di questi errori sono già stati corretti.

“Facebook non dovrebbe pagare per le notizie”

Clegg, comunque, ha nuovamente ribadito la convinzione che Facebook non dovrebbe pagare per le notizie. “Noi non ci appropriamo né chiediamo di avere i contenuti per i quali ci era stato chiesto di pagare un prezzo potenzialmente esorbitante”, ha scritto il manager. L’argomento cardine della sua posizione è che meno del 5% dei contenuti che gli utenti vedono sul social network sono notizie e che, durante il 2020, Facebook ha inviato 5,1 miliardi di visite ai media australiani. Secondo i suoi calcoli, questo volume di visite equivale a un reddito di 407 milioni di dollari australiani (265,4 milioni di euro).

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